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Grazie di tutto, Dottore: viaggio lungo e leggendario

L’annuncio nel corso di una conferenza stampa pochi istanti fa: “Al termine di questa stagione mi ritirerò dalle corse. Ci sono stati momenti indimenticabili che porterò sempre con me. Dall’anno prossimo non correrò con la moto, ma è stato tutto molto, molto bello”

Il viaggio, caro Dottore, è stato lungo e bellissimo. In tanti scriveranno in queste ore. Tifosi, appassionati, persino i rivali. Valentino Rossi che si ritira dalle gare di motociclismo è una parentesi della nostra vita che si chiude. Per chi è nato tra gli ’80 ed i ’90 ha rappresentato una specie di mito. Un idolo inarrivabile, sorridente e vincente.  Un eterno Peter Pan nel quale rispecchiarsi. Metro di paragone per quasi tutti gli sportivi italiani. In ogni angolo della Terra, siamo pronti a scommetterci, tutti sanno oggi chi è Valentino Rossi.

Nove titoli mondiali, unico pilota della storia ad aver vinto in quattro classi differenti: 125, 250, 500 e MotoGp. 423 gare disputate, 115 vittorie, 235 podi. 6.330 punti ottenuti, 65 pole position e 96 giri veloci. I numeri, oggi, sembrano persino piccoli davanti alla grandezza del personaggio. Necessari, però, per testimoniarne il valore sportivo. Leggendario. Trasversale. Perché sulle nostre pagine raramente leggerete di motociclismo. Ma oggi anche noi, la famiglia di Tifosi in Rete, vogliamo tributare il nostro saluto al campione di Tavullia.

Valentino si ritira nella stagione più difficile. Iniziata male, proseguita peggio. Miglior piazzamento un decimo posto al Mugello. Niente, per chi da una vita corre per vincere, non per partecipare. E’ l’indole del campione, di quello che non si accontenta mai. C’è tempo per migliorarla questa stagione, ovviamente. Rossi si ritirerà solo al termine di questo campionato. Resta mezza stagione per aggiornare record e numeri.

Valentino ha attraversato generazioni. Ha affascinato tifosi a livello planetario. Ha duellato con piloti di epoche totalmente diverse. Ha iniziato nel 1996 duellando con piloti nati nei primi anni ’70, oggi combatte con avversari nati nella seconda metà degli anni ’90. Altri numeri, altri dati che certificano la grandezza della leggenda sportiva.

Gli ultimi anni sono stati complicati. La morte dell’amico Simoncelli, la sensazione di non poter andare veloce come una volta, il Mondiale (sarebbe stato il decimo, la chiusura del cerchio) portatogli via nel 2015 da Jorge Lorenzo (con la complicità di Marquez). E la perenne lotta con chi lo dava per finito, salvo poi vederselo rispuntare tra i protagonisti.

“So che alla fine il tempo l’avrà vinta, ma corro perché possa rendergliela più difficile possibile”. Oggi il tempo ha vinto, a 42 anni è arrivato il momento di dire basta. E’ il giorno nel quale tocca lasciare la manopola del gas. Adesso le soddisfazioni deve chiederle agli altri. Ai suoi giovani allievi dall’Academy, a suo fratello Luca ed al suo nuovo team. Con lui sempre alla guida. Ma stavolta non della moto.

Grazie Dottore, è stato un viaggio bellissimo. Indimenticabile e leggendario.

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