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Abolizione del gol in trasferta in Europa: dal Cska Sofia fino alle semifinali di Coppa delle Coppe

La decisione dell’Uefa fa tornare alla mente tante partite del Parma che vinse due Coppe Italia nel ’99 e nel 2002 grazie a questa regola

Ora è ufficiale: il comitato esecutivo dell’Uefa ha ratificato l’abolizione della regola del gol che vale doppio in trasferta (a parità di punteggio) per le Coppe Europee, a partire dalla stagione 2021-22. E la mente torna subito alle tante partite europee del Parma, decise proprio da questa regola: la prima già all’esordio assoluto in Coppa Uefa nel 1991-92 quando nel ritorno del turno inaugurale al Tardini il gol allo scadere di Mitev pareggiò quello di Agostini (Melli sbagliò il rigore) regalando la qualificazione in extremis al Cska Sofia, in virtù dello 0-0 maturato in Bulgaria.

TINO AL CALDERON. Due anni più tardi si rivelò decisiva in semifinale di Coppa delle Coppe la doppietta di Tino Asprilla nell’andata del Calderon in casa dell’Atletico Madrid (1-2), a cui non bastò il successo esterno di misura nel secondo atto in Emilia con tanto di brividi fino all’ultimo minuto. Anche nella stagione successiva la regola del gol in trasferta premiò la squadra di Scala, battuta al Da Luz dal Benfica (2-1) ma che grazie al rigore parato da Bucci e, soprattutto, al provvisorio pareggio di Zola restò in piena corsa per la seconda finale di fila in Coppa delle Coppe, timbrata dal colpo di testa di Sensini sotto la curva Nord.

ALTRA SEMIFINALE. E anche l’ultima semifinale europea in Coppa Uefa dei crociati di Carmigiani nel 2005 arrivò per merito del sigillo di Pisanu nella tana dell’Austria Vienna (1-1) che impattò al Tardini a reti inviolate, di fatto, uscendo dalla competizione senza subìre sconfitte nel doppio confronto.

DUE COPPE ITALIA. Ma, se allarghiamo il discorso ai confini nazionali, il Parma ha sfruttato la norma introdotta nel 1965 per alzare al cielo le due Coppe Italia nel ’99 e nel 2002. Nel primo caso l’incornata di Vanoli valse il 2-2 al Franchi contro la Fiorentina dopo l’1-1 interno poi fu Nakata a riaprire il discorso al Delle Alpi di fronte alla Juventus prima del tiro sporco di Junior al ritorno che consegnò il trofeo a Benarrivo e compagni.

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