Il vicepresidente dell’Aic critico sull’ipotesi del maxi ritiro permanente. “Il calcio non può essere decontestualizzato rispetto al resto del Paese”
Il vicepresidente dell’Aic, Umberto Calcagno, chiarisce la posizione dei calciatori durante il “Question Time” su Instagram con il sito GianlucaDiMarzio.com. Disponibilità alla ripresa sì ma niente maxi ritiro permanente. “Tornare in campo si può fare ma a determinate condizioni. Stiamo aspettando la validazione di un protocollo che purtroppo ha ancora tanti punti interrogativi quindi anche noi stiamo cercando di capire se e come andare avanti. Ipotizzare una soluzione che vada oltre le due settimane di ritiro è difficile anche a livello psicologico, sono ragazzi di 20-30 anni, non si può immaginare di chiuderli come in un circo per due mesi per fargli disputare un campionato che in questo caso avrebbe risvolti complessi da gestire”.
DIFFICOLTA‘. “Il calcio non può essere decontestualizzato rispetto al resto del Paese. Un altro falso problema, uscito strumentalmente, è quello relativo ad un ritiro di oltre due settimane. Dalla terza settimana si è sempre e solo parlato di un gruppo aperto. Non serve essere esperti per capire che al primo caso di contagio la squadra deve andare in quarantena. Ma questo fa capire che così il nostro mondo non può convivere con il coronavirus”.
PROROGA CONTRATTI. “Noi dobbiamo rifarci alle direttive Fifa che ha detto chiaramente di dare preminenza all’allungare i contratti della stagione attuale. Cercheremo di capire se si può fare un accordo quadro altrimenti sarà rimesso tutto alle trattative dei singoli calciatori”.
TAGLIO STIPENDI. “Non c’è stata società che abbia chiesto rinunce importanti ai calciatori, credo che il buon senso stia avendo il sopravvento. Abbiamo predisposto tre accordi per società professionistiche. Ma non possiamo non tenere conto che la metà dei calciatori guadagnano dai 50mila euro l’anno in giù. In C il 70% dei tesserati ha questo ingaggio. Capisco tutto ma chiedere sacrifici a chi ha famiglia e vive fuori di casa con stipendi di questo tipo è difficile”.


