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Cena dal capitano e Frosinone: il Parma si ritrova

La sconfitta contro il Milan ha lasciato un po’ di amaro in bocca nei crociati. E, a guardare i numeri, si ha l’impressione che la sconfitta abbia lasciato due messaggi…

Ha smesso di piovere ma l’acqua scesa sulla città ininterrottamente dal pomeriggio di domenica non è certo servita a lavare le macchie di una sconfitta che annerisce l’animo crociato e, soprattutto, fa registrare regresso per quanto riguarda la prestazione. Premesso che si giocava contro una big del campionato – seppure in convalescenza e dietro di quattro punti in classifica – il Parma ha perso una gara che probabilmente si poteva anche mettere in preventivo di perdere. L’amarezza – se volete – sottolinea maggiormente la straordinaria partenza di un Parma che rimane a -2 dal Napoli e ha dietro molte squadre più blasonate costruite per puntare a qualcosa di importante.

Vedi proprio il Milan. Ma è una sconfitta che lascia un po’ di rammarico. Piove ancora il giorno dopo. La pioggia non solo non lava, ma appesantisce anche il giorno dopo, quando il gruppo si è ritrovato nel quartiere generale di Collecchio per preparare la partita di Coppa Italia che – probabilmente – non arriva nel miglior momento possibile per una squadra che si trova a dover recuperare le forze nei reparti chiave. Probabilmente per Cornelius e compagni sarebbe stata più utile una settimana tipo, dove con il lavoro tecnico-tattico avrebbero rafforzato concetti già acquisiti e migliorato la loro condizione atletica, che è l’obiettivo di Roberto D’Aversa da qui alla fine dell’anno solare. La partita contro il Milan ha detto un paio di cose interessanti.

La prima: pare che il Parma abbia fatto un passo indietro nella prestazione. Subire così l’avversario era capitato solo a Roma con la Lazio. Neanche contro la Juventus in casa c’è stata una disparità tale che non preoccupa per il momento, ma fa pensare. Se Kulusevski e Gervinho non si accendono, la squadra ne risente. Va detto che – e questo è un dato di fatto importante – senza centravanti si fa fatica a seguire la linea tracciata da D’Aversa, che ieri ha toccato con mano le difficoltà di giocare il pallone senza il fosforo di Scozzarella, che abbina pensiero a dinamismo, e soprattutto senza un centravanti che si caricasse la squadra sulle spalle. Cornelius, che aveva nelle gambe poco meno di venti minuti, è stato prezioso e con lui la musica è cambiata parecchio anche se per pochissimo tempo. Ma lo spartito è stato più o meno simile dall’inizio. Con il danese almeno qualcosa si è visto. Senza nulla togliere a Kucka, con il quale il Parma è andato vicino al vantaggio a fine primo tempo, la squadra ha sofferto senza una punta di ruolo. In mediana non è andata meglio perché a causa della coperta corta, i muscoli di Juraj erano a disposizione per il reparto avanzato. E il reparto centrale si è quasi perso, preso d’infilata nel turbinio dell’aggressione di un Milan che aveva solo una strada: quella della vittoria.

La seconda: mai in casa il Parma aveva tirato così poco in porta. Zero, contro gli otto (quattro in area) degli avversari che – complessivamente – hanno calciato diciannove volte, contro le sei del Parma. Che a un certo punto, nel primo tempo, era pure riuscito a costruirsi le palle gol più nitide della partita (tre in tutto le occasioni da gol contro le undici dei rossoneri), situazioni che non ha sfruttato e contro grandi squadre – seppur decadute come il Milan – se non sfrutti porti a casa pochissimo. Il vecchio teorema del calcio funziona ancora.

E il gol di carambola, sporco come il terreno di gioco reso pesante dalla pioggia incessante, è stata una punizione severa solo per come è maturato. Per il resto, il confronto tra tecnico e giocatori nel giorno della ripresa era nell’ordine delle cose, dato che comincia la settimana che porta a due impegni. Frosinone in coppa e Samp a Marassi.

Premesso che una sconfitta contro il Milan non è campanello d’allarme, bisogna ragionare sulla tenuta psicologica di una squadra che in 5 minuti e dieci secondi ha perso tre punti pesanti tra Dall’Ara e Tardini. Se ne parlerà anche a cena, in serata: il club manager Alessandro Lucarelli ha organizzato una serata nel suo ristorante nuovo, un locale che nasce in via Montanara e che per una sera sarà la sede del Parma. Ci saranno tutti i giocatori, lo staff tecnico e alcuni rappresentanti della società. Sarà un’occasione per fare quadrato, per stare insieme e stemperare la tensione dopo una sconfitta che non compromette nulla ma brucia, quasi come il pareggio nel derby.

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