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Inglese: “A Napoli fuori luogo, a Parma sto bene ma…”

L’attaccante rivelazione del momento si confessa a DAZN: “Devo migliorare molto, magari un giorno tornerò a fare parte di quel gruppo…”

Il Parma si gode Roberto Inglese, l’attaccante che l’altro Roberto, D’Aversa, è riuscito a far decollare. L’intuizione di Daniele Faggiano sta dando i suoi frutti andando oltre ogni più rosea aspettativa. Non solo gol per Bobby English (“mi chiamano tutti così ormai “), ma anche tanta sostanza per il Parma e in un futuro non troppo lontano (si spera) per la Nazionale. “Il fatto che venga a vederti il CT è solo un motivo per fare meglio, altro che ansia – ha raccontato in un’intervista a DAZNla vivo con calma assoluta anche perché ci voglio arrivare. E’ un mio obiettivo”.

Non gli sta certo stretta la dimensione nella quale sta brillando: “Credo che ognuno di noi meriti di stare dove sta, io ho dovuto dimostrare in tutte le categorie, di superare tutti gli step e sono felice di stare dove sono adesso. Ho dimostrato passo dopo passo e ho capito quello che mi sono guadagnato, ma chi fa la gavetta dimostra qualcosa in più sempre. Questa gavetta mi è servita in tutto perché adesso do un peso specifico a ogni cosa, nella vita, nel campo, nell’amicizia per esempio. Oggi Roberto Inglese è un giocatore che ha portato qualcosa in più alla squadra, ma non per qualità. Solo perché conosce la categoria e ha fatto tre campionati per salvarsi, davanti al gol metto la prestazione“.

NUMERI E GOL.gol che ho fatto, di testa, di destro e di sinistro, sono frutto del mio studio su come muovermi nell’area di rigore. Mi mancavano i gol e i numeri, adesso sono cresciuto ma è un percorso di crescita che non è terminato. Ho capito tanto e sono migliorato. Sono felice per quello che sono“.

PER CASO. Sono nato a Vasto e ho cominciato a giocare per caso. Sono andato a vedere l’allenamento di un mio compagno di classe, il mister mi ha visto fuori dalla recinzione e mi ha invitato a provare. A fine allenamento mi ha dato il cartellino e l’ho fatto firmare ai miei genitori. Quanto vale adesso il cartellino? Chiedete al Napoli. Lì mi sentivo un po’ fuori ruolo, all’inizio a giocare con tanti campioni mi girava la testa, ma poi mi hanno aiutato molto e ci stavo bene con tutti questi giocatori forti. La scelta di andare via è dipesa dal fatto che ho 27 anni e devo dimostrare e giocare. Se son rose fioriranno, magari tornerò lì”.

L’ITALIA. La nazionale? Ci tengo, non ho ansia, ma è uno degli obiettivi che mi voglio porre. Il fatto che ti venga a vedere il commissario tecnico mi piace. Il movimento sul primo palo? Se lo faccio con il tempo giusto e stacco prima non ci puoi fare niente. Il Chievo ad esempio ha messo due giocatori su di me e mi ha limitato. Però se stacchi prima è difficile prendermi”.

MODELLI.  “Faccio la collezione di maglie, ho avuto la fortuna di scambiarla con Higuain, poi con Dzeko e sono le mie due preferite. Non ho un modello solamente, guardo gli attaccanti della Serie A e ce ne sono di validi. Immobile attacca la profondità, ma nell’area di rigore Icardi è un punto di riferimento. Milik? Forte, ad oggi Inglese non è ai livelli di Milik ma lavorando posso raggiungerlo.

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