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Quando Parma-Chievo è stata preceduta da… Manenti

L’11 febbraio del 2015 fu l’ultima volta che le due squadre si sfidarono al Tardini in un’atmosfera surreale

Si parlò poco di calcio, quel giorno, nonostante ci fosse una partita. Fu l’ultimo Parma-Chievo della storia recente. Il resto della stessa lo conoscono ormai tutti. Alle 14:30 di quel mercoledì 11 febbraio 2015, i tifosi del Parma furono scossi dal vocione rauco di Giampietro Manenti e dalla sua giacca color … fango, lo stesso che purtroppo sarebbe piovuto su di loro e sulla città qualche giorno più tardi, quando il club venne travolto dall’onda di uno dei fallimenti sportivi più grandi della storia.

Una storia che poi è stata riscritta, impressa nella leggenda dal Parma rinato dalle ceneri e affermatosi con merito in una Serie A che si sta guadagnando. Si parlò poco di pallone in quei mesi, pochissimo o niente quel mercoledì dopo la nevicata che aveva impedito alla squadra di Donadoni il regolare svolgimento della partita contro il Chievo, che si impose all’epoca dei fatti per 1-0 con gol di Zukanovic su punizione. Un aspetto secondario, il risultato, al quale nessuno diede tanto peso.

Una sconfitta in più o una in meno non avrebbero cambiato poi tanto le sorti segnate da un Parma che sprofondò nell’abisso salvo rialzarsi dopo quattro stagioni. Quel giorno l’interesse dei tifosi cadde sulle parole (di circostanza) di un signore che si era travestito (male) da presidente e che, con un foglio nel taschino della giacca, aveva sorpreso tutti con il ‘Fidatevi di me‘ che aveva lanciato quasi come slogan.

Uno slogan che di fatto non servì a nulla, solo ad accrescere l’amarezza dei tifosi e quella di una città intera che si era stretta intorno alla squadra e che forse non aveva creduto neanche un attimo alla vicenda dei soldi di Manenti in Slovenia, degli accordi con questo o quel gruppo e della Mps, la banca che avrebbe erogato i milioni di euro che avrebbero salvato il Parma.

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