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Lucarelli, bagno di folla per la presentazione del libro

Cori, standing ovation e tutto esaurito all’Auditorium Paganini nella serata speciale dedicata interamente all’ex capitano crociato

SOLD OUT. “Scusate avevo sottovalutato il vostro affetto”. Esordisce così Alessandro Lucarelli mentre indica le persone rimaste fuori dalla sala dell’Auditorium Paganini nella serata speciale, condotta dal giornalista Sky Alessandro Bonan, della presentazione della sua autobiografia. Dal titolo “Alessandro Lucarelli, l’ultima bandiera”, scritto assieme ai tre co-autori Mattia Fontana, Nicolò Fabris e il nostro Guglielmo Trupo, tra i primi a salire sul palco in un susseguirsi di aneddoti, curiosità e racconti di compagni di squadra, allenatori e dirigenti conosciuti nel corso della carriera.

IL FRATELLO. Il fratello maggiore Cristiano, spalla d’eccezione, si è occupato della prefazione e tra una battuta e l’altra ha ricordato quanto Ale, osannato dal pubblico con il coro “C’è solo un capitano”, non fosse propriamente un fenomeno negli allenamenti della settimana. “Non mi interessavano le partitelle del giovedì, quando sceglievano le squadre mi lasciavano sempre per ultimo”, ha scherzato prima di essere omaggiato anche da Luca Matteassi, conosciuto al Piacenza, Igor Protti, indimenticato bomber del Livorno (“dopo tredici anni posso dire che è stato un mio onore giocare con me”), e Luca Vigiani che ha ricordato la miracolosa salvezza nel 2006-07 alla Reggina nonostante gli undici punti di penalizzazione.

IL CAPITOLO PARMA. Poi è il momento di Parma, attraverso i retroscena svelati da Alessandro Melli, team manager all’epoca, Sebastian Giovinco, Daniele Galloppa, Francesco Valiani e Massimo Gobbi (“non aveva un hobby, in camera guardava nel vuoto”, puntualizza) che vivono al suo fianco gli anni di serie A e alcuni di loro anche il drammatico fallimento nel 2015. E proprio lì il difensore livornese si erge a simbolo dell’orgoglio parmigiano e della rinascita, decidendo di ripartire dai dilettanti e entrando definitivamente nella leggenda con la tripla promozione dalla D alla massima serie. Ecco così sfilare l’allenatore Gigi Apolloni e i compagni di squadra Fabio Lauria, Davide Giorgino, Cristian Longobardi e Mohamed Coly, quest’ultimo collega di reparto ai tempi della Lega Pro.

LE PAROLE DI D’AVERSA. Gli ultimi due salti li ha realizzati con Roberto D’Aversa in panchina che spende parole d’elogio per il capitano. “Sotto l’aspetto atletico gli potevo chiedere qualsiasi cosa ma dal punto di vista tecnico preferivo risparmiarlo. Di lui mi sorprendeva la capacità di accendersi in un attimo il giorno della partita. Io e Ale ci siamo sempre trovati bene perchè eravamo abbastanza simili“.

LA SERATA DELL’ADDIO. A ricordare quel momento da brividi allo stadio Tardini il portavoce di Nuovo Inizio, Marco Ferrari. “Dopo la promozione in serie A si era chiuso il cerchio, aveva completato la sua missione e non c’era situazione migliore della festa al Tardini per annunciare il ritiro. Quella sera la città ha restituito ad Ale quello che lui aveva dato in questi anni: pochi atleti hanno avuto il privilegio di chiudere la carriera in quel modo. il ritiro della maglia? Una delle decisioni più facili e giuste nei confronti di una persona che ha dato tanto a Parma“.

DOCUMENTARIO IN ANTEPRIMA. L’ultimo atto della serata è stata la presentazione in anteprima del documentario che sta per essere realizzato da Davide Potente.

 

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