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Favola Parma: dai dilettanti al sesto posto in Serie A

Nel giro di tre anni i crociati, ripartiti dopo il fallimento, hanno completato la scalata dagli inferi ai vertici del calcio italiano

LA RIPARTENZA. Nel giugno del 2015 il “vecchio” Parma era ufficialmente fallito e fu costretto a ripartire dai dilettanti. Capitan Lucarelli scelse di rimanere e partecipò in prima persona alla rinascita dai campi di provincia della Serie D. È accaduto tutto in fretta, senza un attimo di tregua: tre promozioni di fila, una dietro l’altra, e man mano che l’asticella si alzava la squadra trovava risorse inesauribili per tirare fuori il meglio come nella semifinale play-off di Lega Pro o all’indomani del poker subìto lo scorso anno in casa dell’Empoli.

SESTO POSTO. Il tecnico Roberto D’Aversa ha preso il Parma in Lega Pro portandolo fino alla massima serie, dove da neopromosso è la sorpresa del campionato dall’alto del sesto posto in classifica a quota 20. Leader in Emilia grazie al successo nel derby col Sassuolo, temuto dalle “big” (ne sa qualcosa l’Inter battuta a San Siro) e un’organizzazione invidiabile che consente finora di lasciarsi alle spalle realtà più blasonate come Roma, Atalanta, Fiorentina e Torino.

VENTI D’EUROPA. E la prossima trasferta nella tana del Milan apre orizzonti ancora più inattesi alla vigilia perché in caso di nuovo blitz c’è la possibilità di agganciare addirittura la quinta piazza. Prima, però, viene la salvezza ma essere già a metà del cammino dopo sole tredici giornate è un mezzo miracolo. La favola Parma, dalla Serie A alla zona Europa League in soli tre anni.

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