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La benedizione di Malesani: “Parma un’isola serena”

L’ex allenatore dei ducali, l’ultimo in Italia a vincere l’allora Coppa Uefa nel ’99, si racconta alla Gazzetta dello Sport tra ricordi e presente

DOPPIO EX. Alberto Malesani si è seduto sulle panchine di Parma e Sassuolo raccogliendo risultati completamente diversi: alla guida dei ducali conquistò le “famose” tre Coppe in cento giorni nel 1999 ma non riuscì a realizzare il sogno scudetto, meno fortunata l’avventura tra le fila dei neroverdi quando nel 2014 venne esonerato dopo cinque sconfitte in altrettante partite.

IL PARMA DI OGGI. E’ costruito bene, ha una base solida, ha fatto investimenti importanti. Gervinho è entusiasmo e strappo, Inglese è fortissimo e D’Aversa ha il dono della concretezza e di sapersi adattare. Mi sembra un’isola molto serena“.

IL SASSUOLO. De Zerbi mi piace, si vede il suo lavoro ma devo conoscerlo meglio. Dei giocatori che ha, prenderei Sensi: per giocare non serve essere armadi ma basta la testa“.

I RICORDI.Il mio Parma in una parola? Vincere. Con una squadra formidabile, con divertimento. Mi rimproverarono di non aver vinto lo scudetto? Ok ma sono stato l’ultimo in Italia a vincere la Uefa o Europa League. E allora c’erano squadroni tosti in Europa“.

TRACCE DI GUARDIOLISMO. Senza voler fare il presuntuoso quel mio Parma che vinse la Uefa contro il Marsiglia aveva molti concetti di Pep Guardiola“.

LA MACCHINA. Ricordo che con quella vittoria a Mosca i giocatori mi obbligarono a comprare una macchina seria: non me ne era mai fregato nulla ma mi dissero “ora che hai vinto in Europa ti devi presentare a Collecchio con un’altra macchina”. La presi per farli contenti“.

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