Il responsabile del settore giovanile, fresco di rinnovo fino al 2029: “La linea verde resta la nostra identità”. E sulla Primavera: “Sarà molto più giovane, ma l’obiettivo non cambia”
Il rinnovo del contratto fino al 2029 rappresenta la conferma della fiducia del Parma nei confronti di Mattia Notari e del progetto costruito negli ultimi anni nel settore giovanile. Un percorso premiato anche dai risultati ottenuti sul campo, come il riconoscimento di miglior responsabile del settore giovanile e la crescita di talenti come Diallo e Varali, protagonisti con l’Italia Under 17 campione d’Europa.
Intervistato de La Gazzetta di Parma, Notari ha sottolineato il significato dell’accordo con il club: «Per me era importante confrontarmi con l’amministratore delegato Federico Cherubini e capire quali fossero le linee strategiche della società. Ho trovato la conferma che il Parma vuole continuare a investire nella formazione, nella crescita e nella valorizzazione dei giovani. È un segnale importante anche per chi guarda il club dall’esterno».
Tra le conferme c’è anche quella di Nicola Corrent sulla panchina della Primavera. Una scelta che, secondo Notari, va ben oltre il semplice rinnovo contrattuale. «Ha ricevuto diverse offerte, ma ha deciso di proseguire questo percorso. È una scelta maturata con convinzione e dimostra quanto creda nel lavoro con i giovani. Lo sento ogni giorno molto motivato nel costruire un nuovo ciclo».
La prossima Primavera sarà profondamente rinnovata. L’uscita di gran parte dei classe 2006, per limiti d’età e opportunità di mercato, porterà a un gruppo più giovane rispetto a quello della scorsa stagione. Un cambiamento che, però, non modifica la filosofia del club.
«Sarà una squadra diversa, ma il nostro obiettivo resta lo stesso: formare i ragazzi, accompagnarli nella crescita e prepararli al salto nel calcio dei grandi». Una linea che il Parma continua a seguire con convinzione, facendo del settore giovanile uno dei pilastri del proprio progetto tecnico.



Off topic: in questo mondiale molte squadre giocano come Cuesta. Lo chiamano “blocco basso” – vedi Paraguay ieri, Ghana, anche Giappone che si difendeva in 11, e poi veniva avanti in modo molto aggressivo. Certo, sono squadre meno forti, ma che diventano molto difficili da affrontare. Imagino questa rimarrà la filosofia di Cuesta, puntando sulla transizione veloce e fase di attacco più di impatto (se avrà giocatori giusti).
Sempre se avrà i giocatori giusti!