L’ex attaccante del Parma si sfoga dopo il big match europeo: critiche dure allo spettacolo moderno e a un modo di intendere il gioco sempre più distante dalla sua idea
Non le manda a dire, come spesso accade. Dopo la sfida tra Paris Saint-Germain e Bayern Monaco, Alessandro Melli si è lasciato andare a uno sfogo destinato a far discutere, attaccando senza mezzi termini il calcio contemporaneo.
Le parole dell’ex attaccante del Parma sono state durissime: “Questo calcio mi fa c****e. Piace a chi non ne capisce niente”, ha scritto su Facebook. Una dichiarazione forte, che evidenzia tutto il suo disappunto verso uno spettacolo che, secondo lui, ha perso autenticità e valori tecnici.
Il riferimento sembra andare oltre la singola partita, colpendo un sistema che privilegia ritmi, marketing e spettacolarizzazione a discapito della qualità e della sostanza del gioco. Un pensiero controcorrente, che inevitabilmente divide tifosi e addetti ai lavori.



Diciamo che una via di mezzo sarebbe di gran lunga preferibile. Avere circa un gol fatto ogni due partite, di media, equivale all’effetto del Tavor. Di contro, se ne prendi quattro o cinque in una gara vuol dire che hai difeso coi piedi per non dir di peggio.
In sintesi: semplicemente Alessandro Melli ai tuoi tempi eravate di un altro livello come tecnica e ci si divertiva anche senza estremizzare in un senso o nell’altro a livello di gol.
E’ stato un bello spot per chi necessita di vendere il prodotto calcio, ma oggettivamente non si può dar torto a Sandro Melli. Vedremo chi la vince questa Coppa. A me è un po sembrata l’attuale formula 1 dove si supera in rettilineo con un bottone…
Gentile C.E.O. Federico Cherubini Gentile Presidente Krause Seppur Carlos Cuesta abbia ottenuto con la squadra gialloblu una salvezza anticipata, con un parco giocatori più che buono (ottimo lavoro da parte della società in sede di calciomercato) con all’interno dei giovani talenti e dal futuro promettente, l’allenatore spagnolo ha praticato a Parma il peggior calcio di sempre, un gioco catenacciaro che sembrava essere ormai archiviato dalla storia italiana del calcio. Un gioco inguardabile, remissivo e rinunciatario contro qualsiasi avversario. Evidentemente per l’allenatore Cuesta, nel gioco del calcio esiste soltanto il reparto difensivo, considerando un optional il reparto offensivo. L’ex collaboratore di… Leggi il resto »
Il calcio di Cuesta è meglio?