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ESCLUSIVA – Preiti: “Parma da Serie A, con qualche aggiustatina…”

L'ex direttore sportivo crociato, con un passato al Catanzaro, gioca la partita: "Pecchia favorito e c'è una buona base per l'anno prossimo"

L’ex direttore sportivo crociato, con un passato al Catanzaro, gioca la partita: “Pecchia favorito e c’è una buona base per l’anno prossimo”

Lunedi di Pasquetta (fischio d’inizio alle ore 15.00) il Parma scenderà in campo contro il Catanzaro. Per anticipare e analizzare i temi di questa gara, ci siamo rivolti all’ex direttore sportivo dei crociati, che ha prestato servizio anche a Catanzaro. Antonello Preiti, stimato dirigente sportivo, ha giocato in anticipo la partita ripassando, in un’intervista, quello scorcio di carriera che lo ha visto passare in Emilia e in Calabria.

Preiti, da diversi anni lavora come dirigente sportivo e scopritore di talenti in giro per il mondo. Cosa le piace dell’attività che svolge e di cosa farebbe volentieri a meno? 

“Ho iniziato questa professione nei primi anni novanta ed è stata la passione per il calcio a spingermi in questo ambiente partendo come istruttore per i giovani fino ad allenatore in serie D. Ma non era quello il mio desiderio. Mi piace andare a scovare calciatori per poi consigliarli, in fondo quando si è dipendenti di un club il termine giusto e condividere le scelte. Negli ultimi dieci anni la professione del Direttore Sportivo sta scomparendo e questa è una cosa che non mi piace. Anche le scelte di qualità dei calciatori si stanno sempre orientando verso il basso, vista anche la crisi economica che imperversa tra i nostri club. Conseguenza? Uno spettacolo calcistico sotto tono. Per quanto mi riguarda penso di essermi creato una buona credibilità. Preferisco la qualità alla quantità. Questa e la mia ambizione. Serve avere pazienza”.

Il suo primo amore, lo scouting. Ha iniziato nelle giovanili dell’Atalanta poi un lungo percorso di tante squadre di A e B come Direttore Sportivo ma anche molta gavetta in serie C.

“Sono passati tanti anni, era la stagione 1988/99 quando ho iniziato a segnalare giovani calciatori e, onestamente, questa passione non è mai tramontata in me. Ho più entusiasmo oggi che prima, tanta esperienza, tanti aneddoti, tanti incontri ma anche tanti calciatori visionati e relazionati, acquistati ma anche tanti sbagliati. Solo cosi si può crescere e migliorare, saper riconoscere i propri errori, cosa molto difficile nel calcio”. 

Lei ha giocato poco a calcio. Che tipo di giocatore si definirebbe Antonello Preiti? 

“Un fantasista. Soprattutto per come scelgo e mi piacciono i calciatori mi sarei trovato bene in questo ruolo dato che amo la qualità tecnica, la fantasia, i mancini. Ero una a cui sarebbe piaciuto saltare l’uomo e fare assist ma di gol pochi (ride)”.

Ha Lavorato in diverse piazze tra il Nord e il Sud. Dall’Atalanta al Messina, passando per Udinese e Parma, fino a Catanzaro.  C’è un’esperienze che ricorda più volentieri delle altre?

“Ho passato tanti anni lontano da casa, dico che sono tutte esperienza positive. Parma è una città con una qualità della vita migliore, a misura d’uomo dove ho lasciato tanti amici e conoscenti, dove sono rimasto più a lungo rispetto ad altre piazze. Quindi il mio ricordo e come se non fossi mai andato via. Un ricordo indelebile un esperienza unica”.

A proposito di Parma: fanno sul serio. Quali le sue favorite per la promozione in A?

“Questo campionato è più difficile rispetto a quelli precedenti. C’è il Parma leader indiscusso, sta raccogliendo quello che ha seminato e che può comunque contare su una proprietà ambiziosa ed economicamente forte, oltre che a un lavoro preparatorio dietro le quinte che si elogia poco.  Poi ci sono squadre come Cremonese, Venezia, Como che stanno facendo un eccellente lavoro e ambiscono alla promozione diretta ma senza dimenticare Palermo, Catanzaro, Samp e Brescia e la solita outsider dell’ultimo momento. Anche se da qualcuna di queste mi aspettavo qualcosa di più, come rendimento e qualità di gioco. La mia favorita per la serie A è il Parma, poi una bellissima lotta senza escludere nessuna di quelle citate”.

Cos’ha il Parma in più delle altre?

“Ho visto qualche partita e ho notato che è una squadra che ha conoscenza, ben organizzata, di categoria, dove tutti remano dalla stessa parte. È una squadra forte in tutti i reparti, ha un attacco in grado di creare problemi a qualsiasi avversario. Ma c’è anche un tecnico molto concreto come Pecchia. E poi il ‘Tardini’ è uno spettacolo. È una squadra che ha raggiunto una certa maturità. Possono programmare con poco anche il futuro”.

Crede che abbia bisogno di tanti rinforzi o c’è una buona base da cui partire?

“Se vogliono migliorare dovrebbero prendere un calciatore di categoria superiore in ogni reparto. Ma se qualcuno arriverà, dovrà arrivare a Parma con lo spirito giusto per non rompere l’equilibrio che si è creato. Credo che al massimo faranno un paio acquisti in entrata. Non ci saranno rivoluzioni mi sembra giusto così”.

Parma- Catanzaro, che partita si aspetta? Quali sono le principali insidie per il Parma?

“Credo che il Catanzaro di oggi abbia mantenuto molto della squadra che ha vinto la Serie C ma, pur giocando un buon calcio, sia leggermente inferiore ai crociati dal punto di vista tecnico. Ma le partite vanno giocate e per i giallorossi c’è da riscattare quella dell’andata, macchiata da un risultato vistoso: è sempre difficile incontrare il Parma. Mi aspetto un pareggio e uno spot per il buon calcio”.

Dove può arrivare il Catanzaro?

“L’Ingegnare Noto, il proprietario, sta facendo insieme al suo staff un grande lavoro. Sono stato in Calabria a lavorare in un momento difficile per il club con una proprietà diversa da oggi ma fu un’esperienza formativa e, come dico sempre, anche in quelle negative c’è del buono. Auguro a tutti gli sportivi di Parma e Catanzaro una Buona Pasqua”.

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