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Parma, è fuga vera

Numeri da prima della classe: e può segnare veramente in tutti i modi

Numeri da prima della classe: e può segnare veramente in tutti i modi

La vittoria di Ascoli ha ribadito un messaggio al campionato: il Parma corre e ha i tutti i crismi della squadra da battere. Un messaggio forte e chiaro scritto in un cammino fino a qui da record. La squadra di Pecchia ha raccolto la terza miglior partenza in Serie B dopo 11 giornate dal 2001 a oggi. Con 26 punti raggiunge Brescia (2007-08) ed Empoli (2004-05), mentre al primo posto c’è il Sassuolo con 28 punti (2012-13) e al secondo il Mantova con 27 (2005-06). Una schiacciasassi. Nel solco di questa strada tracciata c’è un aspetto che dà maggiore lustro al lavoro della squadra, rimasta pressoché intatta rispetto all’anno scorso ma totalmente stravolta dall’allenatore nella sua mentalità. Allenatore che ha saputo riaccendere il fuoco che covava sotto la cenere dei suoi giovani, che hanno sulle spalle un anno di lavoro. Rispetto a una stagione fa, il Parma ha otto punti in più: era quinto, oggi è primo sostanzialmente con gli stessi giocatori. Ad Ascoli per esempio, nell’undici iniziale non c’erano di fatto volti nuovi.

È cambiato il modo di interpretare le partite, di aggredirle e condurle in porto. Il gol arriva in tanti modi e ieri al Del Duca la banda crociata ha mostrato l’ampio ventaglio del suo repertorio. Dal pressing, alla giocata di un singolo fino al calcio di punizione. In undici giornate le reti sono state 23, 7 in più rispetto a un anno fa. Non è solo una questione di mira. Oggi c’è più consapevolezza nei propri mezzi da parte degli interpreti di Pecchia. I suoi ragazzi sono quelli che hanno segnato più reti nei primi tempi in questa Serie B: 10, il 43% dei gol realizzati complessivamente finora nel torneo in corso, 5 nel primo quarto d’ora. Nessuno come il Parma. Una macchina quasi perfetta, che il suo allenatore vorrebbe lo fosse ancora di più. Tanto che a fine gara ha manifestato davanti ai giornalisti il bisogno di risolvere alcune cose e mandare un messaggio ai suoi: “Dobbiamo parlarci dopo oggi, non siamo stati noi durante una fase di partita. Ma ancora una volta dobbiamo prendere da queste partite tante cose per migliorare”. Dopo il vantaggio, la squadra ha subito, forse, più del dovuto. Ma ha saputo rimetterla in piedi con due perle: la seconda di Man e la punizione capolavoro di Bernabé, al nono centro in Serie B. Che ha poi esultato con Sohm mimando il gesto della buona notte e cullando un sogno che, da qui a sei mesi, potrebbe diventare realtà. Un bel messaggio chiaro al campionato. 

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