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Parma, così non va

L’inizio del girone di ritorno è da dimenticare per i crociati che hanno collezionato 7 punti in sei partite e sono lontani dall’obiettivo dichiarato

Il 2023 del Parma è veramente da incubo. I crociati sono sprofondati dal sesto posto in classifica (dove si trovavano a fine 2022) al decimo e i numeri della crisi parlano chiaro: nelle ultime sei partite Pecchia e i suoi hanno conquistato sette punti dopo tre sconfitte, due vittorie e un pareggio in rimonta a Terni. Ottavo ko nelle ultime 16 gare, nono in venticinque giornate. Che l’aria potesse essere pesante si era notato già dopo Natale, quando a Venezia nell’ultima di andata e sopra di due gol, il Parma si era fatto raggiungere sul 2-2, sciupando un’occasione d’oro per mandare in archivio la prima parte di campionato con una buona dose di serenità. Da quel momento in poi pare essersi spenta la luce e dopo il 2-2 subito in rimonta dal Venezia di Vanoli la squadra ha cominciato a perdere la fiducia che sembrava aver trovato dopo la vittoria convincente contro il Genoa solo due domeniche fa. Ma quel giorno sembra lontanissimo. Con l’Ascoli è arrivata la quinta sconfitta in casa, la quarantaquattresima dell’era Krause che sabato ha staccato il biglietto delle sue 101 partite da presidente del Parma, a oggi una squadra ripiombata nelle sue paure e nelle sue incertezze che sembrano infinite e non risolvibili. Squadra sempre più lontana dalle logiche di un calcio vincente, che continua a girare forte sull’ottovolante dal quale Buffon, solo un paio di settimane fa, aveva invitato tutti a scendere con parole abbastanza dure. La speranza era quella che attecchissero nella testa dei compagni e di tutti i dirigenti, ma l’incantesimo è durato il tempo di un post partita e si è rivelata più che altro un’illusione svanita prima nel pari di Terni, poi nella gara stregata del Tardini con l’Ascoli. Dove il Parma ha finito subissato dai fischi per l’ennesima volta nella stagione che si pensava potesse essere quella del riscatto.

La sconfitta di sabato è, invece, un po’ l’immagine nitida del cammino della squadra: anche giocare contro l’Ascoli, che ha tirato in porta solo due volte e nel secondo tempo ha avuto un possesso palla del 35%, rappresenta un problema in questo momento. È stato un assalto senza gloria, quello organizzato dal Parma verso la porta di Leali. Su 14 tiri, solamente 2 sono finiti nello specchio con il 14,3% della precisione sotto porta da parte dei gialloblù, che hanno catapultato 24 palloni nell’area dei bianconeri senza mai trovare la spizzata giusta. È stata una domenica di passione anche per l’allenatore del Parma, uno dei più criticati di questo periodo. Pecchia è passato dall’essere il salvatore della patria a inizio stagione a uno dei tanti colpevoli finiti nel calderone per quella che è stata, fino a ora, una stagione ampiamente al di sotto delle aspettative. Il secondo tempo con l’Ascoli è diventato l’ennesimo che ha evidenziato un approccio senza intensità. Il tecnico sembra essere in confusione anche per la gestione della rosa e per via dei diversi giocatori spesso utilizzati fuori ruolo (Zagaritis esterno alto ndc), per il mercato che ha avallato (ha detto no all’arrivo di una punta ndc) e per lo scarso bottino in zona gol del suo reparto avanzato. Nelle ultime sei, la squadra ha segnato solo cinque gol. È il sesto migliore attacco della Serie B, risultato poco esaltante se si pensa che, con il valore di 80,93 milioni di euro la rosa del Parma è 11esima in Italia tra Serie A e Serie B come “costo di acquisto”. Altre accuse, minori ma non troppo, riguardano la gestione dei singoli. Il caso Sohm, entrato al 46′ e uscito al 77′ è l’emblema della confusione in cui versa l’allenatore. A proposito di Sohm: il ragazzo avrebbe manifestato tutto il suo malcontento all’entourage, chiedendo ai suoi agenti di trovare una soluzione diversa da Parma per il prossimo mercato. Charpentier è ancora lontano dalla forma migliore, ma intanto il tempo stringe e non gioca certo a favore dei crociati. L’unica buona notizia è rappresentata dalla distanza minima tra le squadre, ma se non si sterza si rischia sul serio di deragliare anche quest’anno.

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