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La corte del Benevento, la volontà di rimanere a Parma: la partita di Gervinho

L’ivoriano torna in gruppo e punta le Streghe

Buone notizie da Collecchio. Il Parma ritrova Gervinho, rientrato anzitempo dal giro delle Nazionali per preparare il gran finale. C’è bisogno della sua miglior versione per lo sprint, per una cavalcata oggettivamente difficile da realizzare ma non impossibile, visto che a disposizione ci saranno ancora trenta punti e Cagliari e Torino, diciottesima e diciassettesima, distano rispettivamente tre e quattro punti. Il Benevento è più lontano, di dieci punti, ma cominciare a rosicchiare terreno nei confronti delle altre concorrenti potrebbe appesantire il carico emotivo delle rivali. Inseguire è faticoso, spesso il destino non è neanche nelle tue mani, vincere presuppone calcoli complicati, ma non vincere equivale ad essere spacciati. E in questo scontro diretto, fondamentale per il Parma, D’Aversa ha bisogno del miglior Gervinho.

Che nella scorsa sessione di mercato è stato vicino a giocarla dall’altro lato. L’assalto all’arma bianca del Benevento, che considerava l’ivoriano come un regalo per la promozione raggiunta quasi con un girone d’anticipo, è fallito. L’idea di Filippo Inzaghi era quella di poter disporre di un calciatore rapido, abile negli spazi per colpire in ripartenza, facendo un po’ quello che il Parma ha fatto nel primo anno di Serie A. Il calcio delle Streghe non è stupefacente, è più pragmatico che estetico, la quadra Inzaghi l’ha saputa dare e con Gervinho avrebbe potuto sfruttare altre caratteristiche.

Tante telefonate, molte manifestazioni di interesse, ma offerte vere e proprie per portarlo dall’altra parte non ne sono arrivate sulla scrivania di Carli. E infatti, al di là della stima che Vigorito e Foggia nutrivano per Gervinho, colloqui per cederlo pochi, alla fine ha prevalso la voglia dell’ivoriano di rimanere a Parma.

Il passato è alle spalle, l’ivoriano sta lavorando per mettere da parte qualche problema fisico, per pianificare una conclusione diversa rispetto a quella prospettata dal destino al Parma, rimasto imbrigliato nei suoi errori e nelle sue paure. E che adesso è aggrappato alla matematica, a qualche speranza di poter raddrizzare la situazione e scrivere un’altra pagina. Prima di dire addio alla squadra che lo ha restituito al calcio che conta, alla quale lui ha dato tantissimo contribuendo con grandi prestazioni a due salvezze, Gervinho ha il dovere di provare a mettere la bandierina su un’altra impresa. La più difficile.

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