Il centravanti del Parma si racconta tra il rapporto con il padre-allenatore, gli aneddoti sull’asta del Fantacalcio e una squadra costruita tra hype e colpi offensivi
Tra risate, ricordi di famiglia e racconti da Fantacalcio, l’attaccante del Parma, Mateo Pellegrino si è raccontato ai microfoni della redazione di Fantacalcio, presente a Collecchio insieme ai compagni Adrian Bernabè, Edoardo Corvi ed Emanuele Valeri. Il Tanque gialloblù ha parlato del rapporto speciale con il padre, delle aste tra compagni di squadra e di un hype che, a quanto pare, aveva fatto impennare anche il suo prezzo al Fantacalcio.
“Ho un rapporto bellissimo con lui, gli voglio tanto bene”, ha spiegato Pellegrino parlando del padre, figura fondamentale nella sua crescita personale e calcistica. “Crescere con lui come esempio è stato bellissimo per tutta la mia vita. L’ho avuto anche da allenatore e lì è stato un po’ più difficile, però ho un rapporto bellissimo con lui. Ci parliamo spesso e facciamo anche lo stesso lavoro più o meno”.
Spazio poi a un episodio divertente legato al Fantacalcio, tema immancabile durante l’intervista ai giocatori del Parma. Pellegrino ha ricordato una particolare asta fatta durante il ritiro con i compagni: “Mi ricordo che eravamo tutti in ritiro e stavamo facendo l’asta. Stavano tutti parlando e litigando, poi mi ricordo benissimo che io sono costato tantissimo e non mi sono comprato: sono andati oltre i 100”.
Anche il nome della sua squadra fantasy non passa inosservato: “Matteo Pelle 32”. L’attaccante argentino ha poi svelato un retroscena curioso: “Volevo comprarmi al Fantacalcio ma mi ricordo che mi ha comprato il Toro Valenti. Costavo troppo e quindi mi sono detto di no, era puro hype in quel momento”. Infine, una battuta sulla sua rosa offensiva: “In attacco ho Boga e Cambiaghi”.


