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Cyprien, l’uomo in più

Il centrocampista francese è tornato a essere importante. Da 'relegato' in Primavera a decisivo in campo

Il centrocampista francese è tornato a essere importante. Da ‘relegato’ in Primavera a decisivo in campo

Tanto rumore per tornare al punto di partenza. La seconda vita di Wylan Cyprien al Parma somiglia tanto all’occasione che gli è capitata quel giorno allo Stadio Lumière. Anche allora aveva cominciato a giocare a pallone per caso, un po’ come per caso è rientrato in rosa. Cyprien era andato solamente a vedere i suo amici giocare a calcio. A due passi dal Parco dei Principi, non era previsto che scendesse in campo. Ma ne mancava uno: avevano scelto lui. Da quel giorno aveva convinto tutti che ci si poteva fidare del figlio di un’immigrata, arrivata in Francia con Wylan e i suoi fratelli e costretta a guadagnarsi la vita per sé e per i figli ogni giorno. Oggi, nel Parma che spera di tagliare il traguardo per la Serie A al più presto c’è anche la sua firma. Quella di un giovane che ha rischiato di perdersi tra le viuzze delle banlieu parigine battute da brutti ceffi e ragazzi con la voglia o la necessità di crescere in fretta. La famiglia è stata sempre il primo appiglio del ragazzo della Guadalupa francese: guidato con sani principi, aiutato a ‘uscire’ dalla strada grazie a scuola e buoni insegnamenti. E grazie al pallone. Tanto che a un certo punto il suo cognome era comparso su taccuini importanti: erano i tempi di Nizza, con Balotelli in campo e Vieira in panchina i francesi andavano forte. E lui pure. Tanto che il Real Madrid aveva fatto qualche domanda su questo centrocampista. Che però, una settimana dopo, si era rotto il crociato. Storie passate, di treni che non torneranno più. Oggi, però, Wylan è su quello che potrebbe portare il Parma di nuovo tra le grandi. 

In questa fase del campionato, la squadra ha bisogno di esperienza nella gestione dei momenti ed ecco che diventa importante l’abbinamento di qualità e quantità che garantisce il centrocampista francese. Fabio Pecchia, che sa come vanno certe cose. Conosce alla perfezione rischi e insidie che si nascondono dietro la Serie B, ha messo da parte le tensioni che si erano create dopo la decisione da parte del Club di mandare Wylan a lavorare con la Primavera, spendendosi per far scomparire l’amarezza si un’iniziale esclusione dalla lista. Va detto che non sono arrivate proposte per il centrocampista ex Nizza durante la sua lunga inattività. E va sottolineato anche che Pecchia, durante il mercato estivo, aveva lamentato a più riprese la mancanza di un altro centrocampista in rosa. Nello specifico, a don Fabio serviva un vice Estevez. Che a fine agosto non è arrivato. Da lì l’idea di pulire dagli ingranaggi di Cyprien la polvere che si era accumulata dopo il lungo periodo di inattività. Pecchia gli ha ricaricato le pile, lo ha aggregato al gruppo aiutandolo assieme al suo staff a ritrovare il ritmo giusto. E a diventare, di conseguenza, un calciatore su cui poter fare affidamento. Si vedeva già altrove, Cyprien, chiuso dai tanti guai fisici che hanno contraddistinto le ultime annate. Uno degli acquisti simbolo dell’era Carli-Lucarelli, Wylan non ha mai funzionato come ci si aspettava quando è arrivato. Nella stagione della retrocessione, 13 presenze e zero gol. Oggi, dopo 10 presenze in Serie B ha segnato già due gol. Uno bellissimo contro il Cosenza. La probabile promozione del Parma in Serie A potrebbe chiudere il cerchio: potrebbe contribuire così a rivendicare quella retrocessione e a mettere un punto sulla sua avventura in crociato. Pecchia non gli garantisce certo una maglia da titolare ogni sabato, ma sia da mezzala che da mediano davanti alla difesa, potrebbe garantire qualità con libertà di offendere e licenza di sparare da fuori area. Proprio come ha fatto contro i calabresi. L’arrivo di Pecchia ha cambiato i piani della società e – probabilmente – anche quelli del francese che pensava di essere finito ai margini. Ma ci sono ancora due mesi pieni da giocare e un obiettivo enorme da centrare. Il posto in Serie A sembra essere lì a portata di mano, a dieci gare dal termine non ha senso guarare la classifica, solo schiacciare il piede sull’acceleratore per aumentare il distacco dalle inseguitrici. E spingere per tornare in Serie A e, quindi al punto di partenza.

fonte: Parmatoday.it

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