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Parma senza attacco: poche occasioni e pochissimi gol

Gli attaccanti non segnano. E Pecchia deve trovare qualche rimedio

Il Parma è inciampato sull’ostacolo Palermo. Al Barbera la pioggia ha innaffiato il campo mostrando i difetti di una squadra che si riscopre con pochissime alternative per sterzare a gara in corso. Corini ha intrappolato Fabio Pecchia che perde la sua seconda partita consecutiva in trasferta e intanto spera di accorciare la lunga lista di assenze in settimana. Per la partita contro il Cittadella, l’allenatore del Parma potrebbe avere a disposizione almeno Adrian Bernabé, fuori dalla gara con il Genoa del 3 settembre.

Non è servito al Parma, sabato al Barbera, conservare una più alta percentuale di possesso palla rispetto all’avversario (61,2% per i crociati, 38,8% per il Palermo) per evitare la sconfitta. Nonostante il numero di palloni giocati (669), l’azione si è spesso impantanata in mezzo al campo, dove sta mancando proprio la qualità dell’ex ManCity ai box, più abituato a giocare nello stretto e portatore di diverse soluzioni. Oltre al fatto di liberere Franco Vazquez da compiti tattici, Bernabé ha maggiore imprevedibilità rispetto ai compagni. Ma nella testa di Pecchia non è scontato che il suo ritorno possa riportare Franco a giocare da dieci dietro alla punta. Pecchia ormai vede el Mudo come il suo Mascherano, ma l’argentino ha in comune con el Jefecito solamente la provenienza. Vazquez è un calciatore diverso, abituato a danzare tra le linee e a mandare in porta le punte. A proposito di punte: nelle ultime quattro partite, il Parma ha calciato in porta solo 9 volte, a testimoniare le difficoltà riconosciute anche in conferenza stampa da Pecchia del reparto avanzato che fatica a generare occasioni da gol nitide. Nelle ultime 5 partite nessun gol da parte degli attaccanti crociati che non segnano su azione addirittura dalla gara con l’Ascoli del settembre scorso.

A nulla sono serviti i 18 tiri del Parma verso Pigliacelli. Neanche uno di questi è arrivato nello specchio della porta, ed è forse il dato che deve far riflettere maggiormente Pecchia e il suo staff. L’inconsistenza di un giocatore come Tutino, che paga anche le amnesie di tutto il reparto, sono emblematiche. L’ex Salernitana ieri ha calciato solo una volta (fuori) perdendo 8 palloni e finendo 3 volte in fuorigioco. Questo spiega quanto sia complicato il momento per i calciatori del reparto avanzato del Parma. Che continua a a testare Adrian Benedyczak ancora a caccia di un’identità precisa. Il polacco, seppur dotato di un ottimo spunto in velocità, fatica a digerire i diktat di Pecchia che vorrebbe attaccasse la porta lateralmente. Il problema è che non solo non lo fa, ma non si mette (né viene messo dai compagni) nelle condizioni di poterlo fare. Il suo ingresso in campo ieri non ha dato nulla alla partita. Anche Benek è stato alla fine un osservatore inerme, che si è limitato a vedere come  la barca Parma fosse in balia del naufragio di Palermo.

La cosa positiva è che alla dodicesima giornata, il Parma di Pecchia ha lo stesso cammino della sua Cremonese un anno fa. I punti sono 19, come dodici mesi fa, frutto di cinque vittorie, quattro pareggi e tre sconfitte. La differenza reti è identica rispetto all’anno scorso: un più quattro frutto di 16 gol fatti e 12 subiti (15 fatti l’anno scorso, 11 subiti). Ma quella di ieri è una sconfitta, a differenza di quella subita a Bolzano, che un po’ diversa. Se contro il Südtirol c’era stata una reazione più convinta contro una squadra che ha impedito al Parma di poter giocare come sa, a Palermo la voglia di stravolgere le cose non si è vista. Poca pazienza, pochissima voglia di soffrire, poche idee per accelerare. Ed è questo che deve far riflettere Pecchia, perché i numeri sono chiaramente migliorabili.

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