L’ex centrocampista crociato: “Ora manca un po’ di condizione fisica, ma questa squadra che può migliorare in breve tempo”
Dopo una lunga estate di contrattazioni il Parma è ancora un cantiere aperto. Intendiamoci, il lavoro di Enzo Maresca inizia a intravvedersi, ma è inevitabile che la squadra gialloblù abbia ancora bisogno di tempo per assimilare i dettami del tecnico. Quindi avanti con calma e fiducia, come sottolinea l’ex centrocampista crociato Gabriele Pin: “La vittoria di settimana scorsa è stata un toccasana a livello psicologico per tutto l’ambiente. Sarà un campionato difficile, con diverse squadre ambiziose: come in tutte le maratone, bisognerà avere equilibrio, continuità e grande pazienza. Parma è un cantiere aperto, si vede che l’allenatore sta dando la sua impronta tattica: ci vorrà tempo“.
Pin: “Maresca, avanti così”
“Al Parma manca un po’ di condizione fisica e di compattezza, soprattutto quando la squadra perde un po’ di equilibrio. Il Parma ha idee offensive, nelle transizioni mi sembra ancora un po’ in sofferenza, ma questo fa parte del percorso – ha detto a Radio Parma -. In ogni caso, questa è una squadra che può migliorare in breve tempo. Maresca dovrà andare avanti insistendo con le sue idee, sapendo che non allena più una squadra del settore giovanile e quindi il risultato è determinante. La squadra mi sembra costruita per fare un certo tipo di calcio“.



C’è anche da dire, ragazzi, che questa teoria non si impara dall’oggi al domani, soprattutto se hai giocatori che non sono abituati a giocare in quel modo. Basti vedere che schifo che ha fatto la Juve con Sarri, in quanto i giocatori erano così spocchiosi da non seguire l’allenatore, che era un grande allenatore.
Se il Parma prende punti e maresca regge sulla panchina, a mio avviso da Gennaio potremmo iniziare a divertirci
La scintilla forse è scattata all’ ultimo respiro
col Benevento
Un minuto prima abbiamo rischiato di perdere.
poi….il miracolo divino
La squadra mi sembra costruita per fare un certo tipo di calcio“….
si mi dici quale?
anzi, no no no … la risposta me l’aveva gia data il Problematico:
PROPOSITIVO …. CHE NON VUOL DIRE UN CAXXO
Il termine “propositivo” è chiaro: squadra col pallino del gioco, che fa possesso palla, che gioca in modo proattivo e non reattivo, con linea di difesa alta e aggressione della sfera quando si perde. L’Atalanta, ad esempio, gioca in modo propositivo; la Lazio di Sarri anche. Basta con il calcio italiano antiquato fatto di 10 giocatori dietro la palla a difendere. Grande Maresca
Quella é la teoria.
In pratica: lanci lunghi alla C.A.Z.Z.O. sperando di beccare un attaccante in area; difensori con le braghe calate sui contropiedi avversari; catenaccio furioso quando si va in vantaggio di 1 gol
Il calcio però non è una partita di scacchi con mosse fisse, ripetibili, giocabili da chiunque conosce la teoria. Ad es la mossa di Sohm è quella del cavallo….ma..se l’idea può essere buona abbiamo visto come l’esecuzione fosse incerta e la perseveranza del maestro diabolica.. Non sempre il fatto di non aver perso significa aver fatto bene..magari abbiamo solo incontrato una squadra non attrezzata a metterci ko.
Ps. Re Buffon per il momento non è andato sotto scacco ma attenzione torri e pedine… non vanno ancora..