Cherubini: “Cuesta? Le crepe estive andavano lette meglio”

Il CEO del Parma torna sulla separazione con il tecnico spagnolo e ammette le responsabilità della società: "Abbiamo esonerato un allenatore a settembre"

Carlos Cuesta

Il CEO del Parma torna sulla separazione con il tecnico spagnolo e ammette le responsabilità della società: “Abbiamo esonerato un allenatore a settembre”

La separazione da Carlos Cuesta, le difficoltà difensive, una produzione offensiva da aumentare e le responsabilità della società nella costruzione della squadra. Federico Cherubini affronta i temi più delicati del momento del Parma e torna sull’avvicendamento in panchina, spiegando le ragioni che hanno portato all’esonero del tecnico spagnolo e indicando la strada per uscire dalla crisi. Il CEO crociato non nasconde gli errori e riconosce le difficoltà della squadra, ribadendo però la fiducia nel percorso intrapreso e fissando con chiarezza l’obiettivo stagionale: la permanenza in Serie A.

«La squadra non era contro Cuesta»

Cherubini ha innanzitutto escluso che alla base dell’esonero ci fosse una frattura tra l’allenatore e il gruppo. «La squadra non è mai stata contro Cuesta: c’è stato un dispiacere umano da parte di tutti», ha spiegato. Anche il cambiamento tattico, secondo il dirigente, è stato frutto di una scelta condivisa, senza imposizioni da parte della società.

«Noi abbiamo sperato di continuare ad avere la solidità difensiva proponendo un gioco diverso. Nessuno di noi ha mai imposto a Cuesta un modulo: il primo a voler cambiare è stato lui, in una scelta condivisa con noi. Ha provato a percorrere una strada diversa, perché sentiva che era giusto così».

Ora il compito di Alberto Gilardino è trovare un equilibrio tra la tenuta difensiva e una maggiore efficacia in fase offensiva. Cherubini ha intravisto qualche segnale positivo già nelle ultime partite, in particolare contro la Lazio: «La squadra è stata ordinata e non abbiamo sofferto molto». Il dirigente ha escluso che le reti subite siano riconducibili a un atteggiamento tattico troppo spregiudicato imposto dal nuovo allenatore, sottolineando come le cause della perdita di solidità siano molteplici.

«Dobbiamo aumentare la produzione offensiva»

Per il CEO, la strada verso la salvezza passa anche da una maggiore capacità di segnare. «Pensare di fare 45 punti con 28 gol è difficile. Dobbiamo aumentare la produzione offensiva», ha osservato, richiamando l’attenzione sulla necessità di migliorare il rendimento negli ultimi metri.

La sfida di Gilardino sarà quindi trovare una sintesi tra la solidità difensiva mostrata in alcuni momenti della stagione e un gioco capace di produrre più occasioni e reti. Un equilibrio che il Parma non è ancora riuscito a raggiungere con continuità.

«La rosa è completa, ma i risultati sono sotto le aspettative»

Cherubini ha affrontato anche le critiche rivolte al mercato e alla qualità dell’organico, ammettendo che la classifica restituisce un’immagine negativa del lavoro svolto finora. «Il campo sta dicendo che la rosa è indebolita perché la classifica dice quello», ha riconosciuto, pur ribadendo la propria convinzione sulla completezza della squadra.

«Non nego che abbiamo perso alcune individualità importanti, ma se guardo i giocatori per me la rosa è completa. Credo che sia qualcosa che è successa anche lo scorso anno», ha aggiunto, difendendo la composizione dell’organico pur senza ignorare le difficoltà emerse sul campo.

L’esonero e le responsabilità della società

Il passaggio più significativo riguarda però le scelte estive e la decisione di interrompere il rapporto con Cuesta già a settembre. Cherubini ha riconosciuto che la società avrebbe potuto leggere meglio alcuni segnali emersi durante il mercato e la preparazione.

«Abbiamo esonerato un allenatore a settembre, quindi abbiamo delle responsabilità sulle scelte fatte. Sicuramente le crepe estive dovevano essere lette con maggiore attenzione», ha ammesso il dirigente, spiegando che una valutazione diversa avrebbe forse consentito di affrontare l’estate in condizioni differenti.

La scelta di affidarsi a Cuesta, ha precisato, era sembrata in quel momento la più logica. I risultati, tuttavia, sono rimasti al di sotto delle attese e il club è consapevole dello scetticismo che si è creato attorno alla squadra.

L’obiettivo resta la salvezza

Cherubini ha concluso ribadendo la necessità di mantenere lucidità in una fase delicata, senza perdere di vista il traguardo stagionale. «Siamo consapevoli della nostra situazione, delle difficoltà: i risultati sono al di sotto delle aspettative, volevamo di più. Non sottovalutiamo il momento e comprendiamo lo scetticismo dell’ambiente».

La linea della società, ha spiegato, resta quella di proseguire con determinazione il percorso stabilito, cercando di correggere gli errori e migliorare il rendimento della squadra. Il traguardo è esplicito: «Rimanere in Serie A».

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