Il doppio ex ‘gioca’ tra crociati e Fiorentina: “Sarà una gara con tanto ritmo, corsa, tattica, schemi e poca fantasia. Cuesta parte più leggero”
Domenico Morfeo, doppio ex di Parma e Fiorentina, ‘gioca’ la sfida salvezza del Franchi con un’intervista a La Gazzetta dello Sport. «Sono tra quelli che avevano qualche perplessità, lo ammetto senza paura. Il Parma ha venduto giocatori importanti come Leoni, Sohm, Man, Mihaila, Bonny, e per rimpiazzarli non ha acquistato fenomeni. Inoltre ha cambiato al-lenatore, è arrivato un giovanissimo che non aveva mai guidato una squadra da “primo”: qualche dubbio ce l’avevo. Poi, però…».
Che cos’è successo?
«Tre fattori sono stati decisivi: un pizzico di fortuna negli attimi im-portanti. L’allenatore è sempre stato protetto dalla società senza tensioni o polemiche. Cuesta ha mostrato quel pragmatismo che, in A, paga sempre. Siccome era spagnolo, giovane e aveva lavorato con Arteta all Arsenal, qui a Parma pensavano di vedere il cal-cio-champagne. Invece lui ha guardato il gruppo a disposizio-ne, ha capito che certe cose non avrebbe potuto chiederle ai suoi ragazzi, ha organizzato bene la fase difensiva e ha cominciato a fare punti. Ah, dimenticavo: Cuesta è stato molto bravo a farsi accettare dallo spogliatoio, si vede che la squadra lo segue. Il Parma sta bene sia fisicamente sia mentalmente. Se riesce a indirizzare la partita dove desidera, magari Pellegrino indovina la zuccata e poi diventa difficile superare la barriera che organizza Cuesta. Vanoli deve affidarsi al gruppo».


