Il 19 novembre 1995: trent’anni fa, al Tardini contro il Milan capolista, l’esordio in serie A di Gigi. Diventerà il più grande di tutti
Genesi di quello che – è opinione diffusa – sarebbe diventato il portiere più forte di sempre. Semplicemente un mito. Domenica 19 novembre 1995, stadio Tardini, esterno giorno. Trent’anni fa, oggi. Gigi Buffon è un ragazzino che non ha ancora compiuto 18 anni. Difende i pali della primavera del Parma, lo sa assai bene. Ma quel giorno il destino per lui ha riservato qualcos’altro.
Qualcosa di incredibilmente più grande inaspettato. A Parma arriva il Milan capolista di Capello, Baggio e Weah. Bucci si è fatto male. in linea teorica a prendere il suo posto dovrebbe essere l’esperto Alessandro Nista, suo vice. Ma Nevio Scala, il tecnico che ha fatto grande il Parma, in testa ha idee ben diverse. A Buffon, nei giorni precedenti, ha visto fare in allenamento cose straordinarie, convincendosi che possa essere il momento giusto per concedergli il proscenio della serie A. Gigi vive quell’attesa con proverbiale calma olimpica. La leggenda narra addirittura che sul pullman che sta portando la squadra al Tardini lui si conceda un sonnellino, tra lo stupore degli stessi compagni. In un’epoca dove le formazioni (che bei tempi…) si scoprono dall’altoparlante dello stadio, chissà cosa avranno pensato i tifosi sentendo quel nome.
Uno scetticismo per certi versi giustificato, per carità, ma che Gigi spazza via istantaneamente. E istintivamente. Ad esempio scegliendo in maniera perfetta il tempo sull’inserimento di Eranio lanciato a rete e poi esaltando i propri riflessi sulla “spizzata” di testa di Roby Baggio. Monumentale.
Fonte: La Gazzetta di Parma


