Le parole del giovane giocatore crociato, protagonista con la nazionale u19
Il Parma ha in casa un giovane talento che sta iniziando a far parlare di sé. Il giovane classe 2007 Alessandro Ciardi è stato protagonista in questa sosta nazionali con l’Italia u19, realizzando una doppietta contro la Moldavia. Trequartista e Esterno d’attacco, ha fatto tutta la trafila delle nazionali giovanili, fin dall’U15. Nel 2023/2024 si è trasferito in Austria, al Salisburgo u19, senza riuscire ad incidere, ma ora, con la fiducia del Parma, che lo ha riportato in Italia la stagione scorsa, si è ripreso la nazionale e ha trovato anche la prima convocazione in Serie A, nel match contro la Roma. Ciardi è intervenuto ai microfoni di Cronache di Spogliatoio, raccontando proprio della sua prima convocazione e di come ha vissuto la settimana che ha portato a quella partita: “È stato totalmente inaspettato. Mi sono allenato una settimana con loro ma continuavo a ripetermi: ‘Dai, non mi chiameranno dopo appena 7 giorni’. Eppure Cuesta mi è sempre stato vicino, riempiendomi di indicazioni. Quando mi hanno detto ‘Ale, sei convocato contro la Roma all’Olimpico’ è stata un’emozione grandissima. Non è semplice da spiegare. È solo il primo mattoncino, anzi forse metà: sarà completo quando esordirò. Ma intanto già lì sembrava di essere in un videogioco”.
Il giovane giocatore crociato ha parlato anche dell’atteggiamento del mister del Parma, Carlos Cuesta, e ha nominato Pellegrino come giocatore che lo ha impresa di più: “È sempre presente, vive la partita e gli allenamenti con noi, cerca di spronarci al massimo. Chi mi ha impressionato della prima squadra? Pellegrino. È davvero fortissimo: appoggia perfettamente, fa sponde, tiene il pallone. Lavora tantissimo, vedrete cosa diventerà!”.
L’esperienza in Austria, condizionata anche dagli infortuni, non gli ha permesso di esprimersi al meglio, e il Parma è stata l’occasione per tornare in Italia e ripartire: “Nel 2023 ho scelto di lasciare l’Inter dopo 11 anni: il Salisburgo mi aveva convinto perché aveva un progetto su di me. Ha delle strutture imparagonabili rispetto a qualsiasi centro sportivo in Italia. Al Salisburgo i giovani sono al centro di tutto. In Europa League giocano tanti ragazzi che erano con me. Essendo tanti stranieri, è stato semplice far gruppo perché eravamo tutti nella stessa condizione: passavamo tutto il tempo insieme. Le uniche cose complicate erano la lingua tedesca… e il cibo, ovviamente. Volevo tornare in Italia perché non ero liberissimo di testa. Ho superato varie difficoltà, ma non riuscivo a dare il 100% dopo gli infortuni. Parma era la piazza giusta per ripartire, ma non mi pento di aver scelto il Salisburgo: sono maturato e cresciuto andando via di casa. Non è stato semplice: all’inizio ho fatto un ottimo torneo in Brasile. Come sono arrivati gli infortuni, poi, ho iniziato a soffrire la distanza, ma è stato importante confrontarmi con una mentalità differente e caratteristiche diverse. So che i problemi fisici hanno fermato la mia crescita”.



Grande Ale. 👏👏