I fatti risalgono al 23 maggio scorso, nel centro storico di Parma, al termine dell’incontro Napoli-Cagliari
La polizia di Stato ha adottato 13 provvedimenti di divieto di accesso alle manifestazioni sportive (D.A.Spo.) “fuori contesto”. Al termine dell’attività di indagine, condotta dalla Digos di Parma, sono stati denunciati in stato di libertà alla competente Autorità giudiziaria diverse persone ritenute responsabili, in concorso tra loro, dei reati di rissa, lesioni personali, tentata violenza privata e porto ingiustificato di oggetti atti a offendere.
I fatti risalgono al 23 maggio scorso, nel centro storico di Parma, al termine dell’incontro Napoli-Cagliari, in concomitanza con la conclusione del campionato di Serie A e la vittoria del titolo di Campione d’Italia del Napoli. In quella circostanza, un nutrito gruppo di tifosi napoletani, in prevalenza non riconducibili a organizzazioni di tifo organizzato, si è riunito in piazza Garibaldi per festeggiare la vittoria, intonando cori e slogan e accendendo fuochi d’artificio, in modo spontaneo e non organizzato. Secondo quanto riportato dalla questura, la storica rivalità tra la tifoseria parmigiana e quella napoletana ha determinato la reazione violenta di un gruppo di circa 30 perone, vestite di scuro e riconducibili alla componente Ultras del Parma. Secondo quanto emerso dagli elementi raccolti, la reazione sarebbe stata preordinata, finalizzata a ribadire, attraverso l’uso della forza, un supposto predominio territoriale nei confronti dei sostenitori avversari.
La ricostruzione dei fatti è stata resa possibile grazie all’analisi delle immagini provenienti dai sistemi di videosorveglianza, alle testimonianze accolte e alla successiva attività investigativa, che hanno consentito di individuare con precisione i ruoli e le condotte delle persone coinvolte negli episodi di violenza, ritenuti “gravi” dalla questura, che hanno avuto “importanti ripercussioni sull’ordine e sulla sicurezza pubblica”. L’8 luglio scorso, il personale della Digos ha dato, quindi, esecuzione di perquisizione personale, locale e informatica emesso dalla procura di Parma, a carico di queste persone. Le operazioni hanno portato al sequestro di numerosi oggetti e indumenti ritenuti compatibili con quelli usati durante gli scontri, tra cui un tirapugni con l’incisione “Boys”, nome del gruppo ultras del Parma. “L’intera attività organizzativa ha permesso di delineare un chiaro scenario di intimidazione e aggressione, confermando la volontà dei soggetti coinvolti di ricorrere alla violenza, per affermare logiche di contrapposizione legate al tifo calcistico”, si legge nella nota.



Il questore è di Napoli, dunque dà i DASPO solo ai tifosi del Parma e non a quelli del Napoli