Baronio su Leoni: “È umile e intelligente, deve migliorare la forza fisica”

L'ex vice allenatore della Samp ha parlato del giovane difensore del Parma

L’ex vice allenatore della Samp ha parlato del giovane difensore del Parma

Intervenuto ai microfoni di ParmaToday.it, Roberto Baronio, ex vice allenatore della Sampdoria ai tempi di Pirlo, ha parlato di Giovanni Leoni, giovane difensore crociato che di recente si sta mettendo in mostra con prestazioni di grande livello. Baronio, che ha allenato il ragazzo proprio in blucerchiato, ha cominciato raccontando un aneddoto sul carattere del ragazzo: “Noi siamo tutti contenti, perché è un ragazzo che merita. Merita tutto quello che gli sta succedendo per il ragazzo che è. Per farvi capire di chi stiamo parlando vi svelo un aneddoto Il giorno che lui è stato venduto al Parma, come fanno tanti calciatori, è venuto a salutare lo staff. Lo stesso aveva fatto con i compagni di squadra, prima. Quando è entrato nel nostro ufficio è scoppiato a piangere. Come se fosse un bambino che stava con noi da un sacco di anni. Come un bambino al quale dispiaceva lasciare la famiglia. Ma considerate che era con noi solo da sei mesi. Dopo il ritiro è andato via, quindi noi l’abbiamo vissuto poco, ma lui ci disse all’epoca che era stato veramente bene con mister Pirlo e con tutto lo staff. Quelle erano lacrime sincere. Mi ha colpito tanto questo episodio, mi ha fatto capire il tipo di ragazzo che avevamo di fronte. L’abbiamo conosciuto in un certo modo, ma l’abbiamo apprezzato prima per il ragazzo che è. Sicuramente, crescere in una famiglia di sportivi lo ha aiutato tanto a calarsi nella parte. Corretto ed educato, rispettoso. Un ragazzo perbene”.

L’ex vice di Pirlo ha parlato del primo impatto di Leoni con la Sampdoria, arrivato a gennaio del 2024 dalla primavera del Padova: “Arrivò alla Samp dalla Primavera del Padova, noi eravamo in difficoltà a livello numerico per via dei tanti infortuni a gennaio scorso. Capimmo subito, dai primi allenamenti, che ci poteva stare tranquillamente nel gruppo della Prima Squadra. Infatti poi andò così. Giocò la sua prima partita da subentrato (Samp-Modena 2-2, 3 febbraio ’24: per Leoni 18 minuti ndc) e fece molto bene. Mi ricordo che non soffriva la pressione. Lo stadio di Genova è uno stadio importante, con una tifoseria fantastica. Questo ti può soltanto caricare e lui ha fatto sì che questo fosse un suo punto di forza”.

Per Baronio, la dote migliore di Leoni è l’intelligenza, grazie alla quale riesce a fare cose che solitamente fa un calciatore esperto: “È un ragazzo intelligente. Quando tu di base hai un’intelligenza superiore alla media, puoi andare oltre. Lui riesce a leggere l’intenzione degli avversari. Una dote che notammo noi all’inizio e questo può essere un suo punto di forza. Quando il difensore incontra un attaccante veloce o comunque un attaccante più potente di lui, cerca di ‘gestirlo’. Con semplici spinte di spalla o giocando in anticipo. Lui, con la punta del piede, riusciva a togliere il tempo all’avversario rubandogli pure la palla. Sono finezze, sono espedienti che solo un giocatore esperto può avere, quando già si conosce il calciatore che si ha di fronte. Leoni ha già questa malizia. È ‘furbo’ al punto giusto, non lo dà vedere perché ha questo fisico imponente che ancora deve essere costruito”.

C’è però ovviamente qualcosa in cui il giovanissimo classe 2006 può ancora migliorare: “Gli ho sempre detto: «Tu hai la scocca, devi poi inserire tutto il resto. Quello che serve è quello che c’è all’interno». Lui piano, piano lo sta costruendo. Deve migliorare mettendo forza nel proprio fisico. Sicuramente acquisterà rapidità nei primi metri in futuro. In questo momento ha questo ‘passone’ ancora un po’ da sviluppare. Ma lì entra la sua intelligenza: dove capisce che in questo momento ancora ha poca rapidità, nel breve, va di astuzia spostandoti la palla. Io ho visto la partita contro la Juventus. Tante volte arrivava all’ultimo con la puntina del piede e portava via la palla Vlahović o a Kolo Muani. E arrivava sempre quell’attimo prima che, tante volte, è anche rischioso perché magari puoi fare rigore. Nell’ultimo periodo che guardano veramente tutto è complicato. Devo dire che è stato bravo. È furbo, ha quella furbizia sana che lo porterà a migliorare sempre di più e diventare e diventare un grande giocatore. È un ragazzo umile e l’ho capito da un gesto che una volta fece a fine allenamento”.

Baronio ha continuato raccontando questo gesto: “Non lo faceva per farsi vedere, era proprio una sua caratteristica che sottolineava l’umiltà. Dal primo giorno che è arrivato con noi, dai primi allenamenti, si è messo a raccogliere i cinesini e i palloni a fine esercizi. Cioè, qualsiasi esercitazione ci fosse stata in campo, lui dava una mano al magazziniere. Noi tante volte gli dicevamo: «Leo, lascia stare. Non ti preoccupare!». E lui: «No, sono abituato così!». Quindi è una cosa che ha dentro e penso sia dovuto tanto alla famiglia che l’ha supportato. Gli auguro di diventare un grande giocatore solo per il ragazzo che è”.

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Teo
Teo
10 mesi fa

Nel mondo del calcio è più unico che raro leggere parole come queste. Speriamo mantenga l’umiltà che ha e che continui a crescere. Lo farà sicuramente qui da noi, le “big” dovranno guardare altrove. Che poi le BIG…i nostri conti sono tra i pochi a posto, siamo sicuri che non potremo essere noi la big di turno? Congeliamo la salvezza e dal prossimo anno con Chivu, Cherubini e tanti giocatori bravi ne vedremo finalmente delle belle

Steve
Steve
10 mesi fa

Le premesse ci sono tutte, deve solo lavorare sodo. Pochi soldi in tasca e tanta voglia di affermasi.. sudore e tanta passione. Resto non conta!

Commento da Facebook
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10 mesi fa

Più che altro spero rimanga a Parma, in una big, non so se possa avere una crescita serena e costante, sopratutto andare a fare panchina a qualche pseudo campione straniero e conseguentemente toglierci uno forte.

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