Intervistato in occasione della sua partita di addio al calcio, Rossi ha ripercorso la sua storia
Dopo il ritiro avvenuto nel 2023, Giuseppe Rossi giocherĆ la sua partita di addio al calcio allo Stadio Artemio Franchi di Firenze, insieme a diverse icone di questo sport, nell’evento denominato “Pepito Day” che sarĆ in onda su DAZN, sabato 22 marzo. Intervistato dal Corriere dello Sport per l’occasione, il Pepito ha ripercorso alcune tappe della sua carriera, raccontando del suo rapporto con il padre, grazie al quale ĆØ arrivato a Parma all’etĆ di 12 anni: “Si ammalò nel 2009, un tumore. Mamma mi nascose tutto per un po’, voleva proteggermi. Il giorno in cui mi chiamò per raccontarmi tutto crollai a terra, era inizio febbraio: tornai negli Usa per salutarlo, dopo qualche settimana morƬ. Il primo ricordo che ho di lui sono le partite in giardino a Clifton, nel New Jersey, dove i miei genitori erano emigrati dall’Abruzzo”.
Il padre ĆØ stato una figura fondamentale nella sua vita: “Tutto quello che sono lo devo a lui. A 12 anni lasciai gli Usa per andare al Parma, lui mollò tutto e partƬ con me: non parlavo bene la lingua, mi sentivo solo, piangevo molto. Ma non volevo deluderlo, non volevo fargli vedere le mie difficoltĆ . Più avanti mi confessò che aveva tenuto pronte le valigie per un mese, mi avrebbe voluto bene anche se fossimo tornati in America”. Tra gli ospiti della giornata ci sarĆ anche Sir Alex Ferguson. Rossi ha raccontato del suo trasferimento al Manchester United all’etĆ di 17 anni, dal Parma: “Non lo sentivo da molto tempo ma mi ha detto subito di sƬ. Come ci sono finito a Manchester? A 17 anni dopo un allenamento col Parma, al campo si presenta un emissario dello United che mi chiede di aprire la mano e mi porge una spilla con il logo della squadra. Firmai il contratto in un ristorante, con me c’era papĆ



Grande Giuseppe, gran calciatore e un ragazzo educatissimo š
Pepito è stato uno dei più grandi giocatori che il Parma abbia mai avuto nella sua storia.
Quando arrivo’ da solo ci salvo’