Keita, cuore e muscoli

Proprio con il Belgio Under21 si è messo in mostra nelle due gare di qualificazione all'Europeo di categoria, nonostante la leggera febbre che lo ha colpito lunedì sera

Proprio con il Belgio Under21 si è messo in mostra nelle due gare di qualificazione all’Europeo di categoria, nonostante la leggera febbre che lo ha colpito lunedì sera

È arrivato al Mutti Training Center sul suono della sirena, Lamine Mandela Keita. Il valore della spesa che Krause ha sostenuto per il belga d’oro ha preceduto la sua fama. 12 milioni di euro più 3,5 di bonus e il 15% del guadagno sulla futura rivendita. Un investimento impacchettato nell’ultima settimana di mercato, con l’intenzione di aggiudicarsi uno dei giovani più interessanti del panorama mostrata molto prima. Dopo l’amichevole contro l’Anversa, l’ex Managing Director Sport del Parma, Roel Vaeyens (belga come Mandela), aveva provato ad apparecchiare l’affare ma le elevate commissioni e qualche parere avverso, anche nello staff tecnico oltre che nei piani alti del Club, avevano rischiato di far saltare l’affare. Anche perché Pecchia avrebbe preferito un altro tipo di centrocampista (vedi Gaetano): più dinamico, più adatto al suo calcio liquido. Ma dopo qualche naturale difficoltà di adattamento, don Fabio si è ritrovato tra le mani un diamante grezzo da lavorare. Con del potenziale impressionante.

D’accordo, dovrà mantenere costante il suo livello d’attenzione per tutte le fasi della partita, ma a 22 anni il tempo è sicuramente il suo migliore alleato. Intanto a Collecchio, Pecchia e il suo staff stanno lavorando molto anche su quest’aspetto. L’infortunio di Adrian Bernabé ha messo i suoi compagni di fronte a maggiori responsabilità, Mandela sta trovando le sue certezze. Titolare all’Allianz Stadium, dal 1′ anche con il Genoa (sostituito solo dopo il giallo speso per salvare un pallone sanguinoso in orizzontale di Coulibaly), 65′ contro il Venezia. Cinque palloni recuperati, quattro duelli vinti e 24 passaggi positivi con l’89% di precisione. Sta crescendo, Mandela, sin dall’inizio della stagione, lentamente si sta adattando a un nuovo calcio. Un anno che sarà di transizione per Keita, il cui obiettivo è quello di essere un giocatore chiave per il Parma prima di imporsi a certi livelli. Benvoluto da tutti nello spogliatoio, si è integrato nel modo migliore possibile. I colloqui periodici con Fabio Pecchia lo aiutano a incamerare più nozioni possibili sul calcio italiano, che seguiva anche quando era in Belgio. 

Proprio con il Belgio Under21 si è messo in mostra nelle due gare di qualificazione all’Europeo di categoria, nonostante la leggera febbre che lo ha colpito lunedì sera. Martedì è rimasto in campo per 45′, come da accordi con il selezionatore Gill Swerts. Ora guarda alla sfida con l’Atalanta con più fiducia. E ce n’è bisogno.

Fonte: ParmaToday.it

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