L’allenatore del Parma, Fabio Pecchia, si è raccontato a cuore aperto nella terza e ultima serata di “Luci d’Estate” a Vicofertile. Partendo dalla scelta di lasciare fin da giovanissimo Lenola, il suo paese natale, per trasferirsi ad Avellino. “Sono andato via di casa a dodici anni, oggi, se guardo ai miei figli, sarebbe impensabile ritrovarsi a quell’età a 200 chilometri di distanza da genitori e amici. La voglia di giocare a calcio e raggiungere l’obiettivo mi diede la forza di affrontare le difficoltà. Mi sono rimboccato le maniche e ce l’ho fatta”.
MESSAGGIO. “Mi piace di più rivolgermi ai genitori e, in secondo luogo, ai ragazzi: alla base prima di tutto c’è lo studio e bisogna spingere i giovani a portare avanti le due cose senza escludere la scuola. Nel mio mestiere quotidiano sento la doppia responsabilità di vincere le partite ma anche di costruire una cultura del lavoro e richiedere ai miei calciatori di avere comportamenti seri“.


