Con Parma e Venezia in Serie A sono otto i Club targati Usa
Le proprietĆ statunitensi hanno ribaltato la concezione che ha fatto grande il calcio italiano, spendere per vincere, portando un’idea meno romantica del presidentissimo pronto a svenarsi ma sicuramente più imprenditoriale, fatta di progettualitĆ , responsabilitĆ e investimenti. Un insieme di occasioni dove far crescere attivitĆ e consolidare patrimoni societari. E non ĆØ un caso che al primo posto di queste opportunitĆ ci siano stadi moderni e centri sportivi all’avanguardia, con quest’ultimi che sono di più semplice realizzazione rispetto alle pastoie burocratiche alle quali si devono attenere i primi, quasi sempre di proprietĆ pubblica, con tempi e modalitĆ incerte ma sicuramente irragionevoli per chi ĆØ abituato a una perfetta osmosi cooperativa tra pubblico e privato. Senza dimenticare i nuovi flussi di ricavi che può assicurare il calcio, da ottenere attraverso il marketing, il merchandising, la gestione dei social media e dei dati e delle piattaforme di intrattenimento internazionali.
E noi cosa restituiamo agli Usa? Un tempo esportavamo Chinaglia, Donadoni, Zenga, Nesta e Pirlo ottenendo indietro al massimo Lalas, ora nella bilancia ci sono Insigne e Bernardeschi su un piatto e Pulisic e Weah nell’altro. Senza dimenticare Busio e Tessmann che sono stati i protagonisti della promozione in A del Venezia. Un saldo, anche questo, che non pare più pendere a nostro favore.



Braccino corto. Siamo sicuri che Krause non sia genovese?
12 , l’ Inter ĆØ stato pignoramento per insolvenza! Il parma ĆØ stato venduto…cambia molto! Nn sono tutti nador a credere alle cagate della TV!