Il presidente onorario della società che detiene l’1,1% del pacchetto azionario: “Ci siamo amalgamati, ripartendo dall’acquisto del centro sportivo di Collecchio. Bella la scelta di Scala come presidente”
Il primo presidente di Parma Partecipazioni calcistiche, Corrado Cavazzini, ora presidente onorario della società che detiene 1’1% del pacchetto azionario del Parma Calcio, ha parlato del nuovo corso crociato, cominciando da lontano. Dai mesi del 2015, immediatamente precedenti al fallimento che ha costretto il Club a ripartire dal dilettantismo. “Quando si era già capito che si sarebbe arrivati alla fine – ha raccontato Cavazzini a La Gazzetta di Parma -, si era creata una volontà di ripartire fortissima: noi, amanti del Parma, abbiamo cercato di capire cosa si poteva fare per rinascere. Riunioni, idee… Finché non siamo arrivati a due realtà, la prima, Nuovo Inizio, formata dai grandi imprenditori che avrebbero avuto la parte più importante, la seconda, Ppc, rivolta agli appassionati: in realtà, poi, eravamo un unico grande gruppo di amici“.
“Siamo stati bravi ad amalgamarci – ha aggiunto Cavazzini -, ad impegnarci, ripartendo dall’acquisto del centro sportivo di Collecchio e dall’avere un presidente del Parma come Nevio Scala. Lui presidente del Parma e io di Ppc: che orgoglio poter dare il mio contributo, al fianco di validi amici e collaboratori come Sandro Squeri e Alberto Grisanti, ma anche di persone, senza nulla togliere agli altri, come Ermes Foglia e Giorgio Orlandini, che non ci sono più, e che hanno dato un fondamentale aiuto alla rinascita”.
“Il Parma di oggi – ha concluso Cavazzini – ha tanti giovani ma è partito bene: difficile fare pronostici ma resto fiducioso, anche grazie all’operato del Presidente Krause, a cui auguro la fortuna che ho avuto io durante il mio mandato, quando il Parma ha fatto il miracolo di passare dalla D alla a in quattro stagioni“.


