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Il nuovo Valenti ha messo la testa posto

Niente più scenate, il difensore si è riscoperto efficace anche da terzino. E’ arrivato contro il Perugia anche il terzo assist stagionale

C’è ancora il tempo per sognare. Provarci, almeno, deve essere l’obiettivo minimo da qui alla fine del campionato per il Parma che è rientrato, grazie alla vittoria per 2-0 sul Perugia, in piena corsa playoff. Bisogna non avere il cruccio di non aver dato tutto fino all’ultima partita, per lo meno. Se si guarda la classifica però, il rischio di avere dei rimpianti su quello che poteva essere e non è stato è veramente alto. Defaillance, scivoloni e cadute fragorose: forse qualcuno le aveva messe in conto. Avere una squadra giovane significa viaggiare su un’altalena di prestazioni e risultati. L’obiettivo del Parma, che resta sempre quello della promozione come indicato dal presidente Krause a inizio stagione, è attualmente lontanissimo per vari motivi, ma non aritmeticamente svanito. E le strade che possono condurre Pecchia e i suoi alla gloria restano due: la prima è quella della promozione diretta. Abbastanza complicata, a oggi, dato che Frosinone e Reggina sono lontane rispettivamente 15 e 9 punti. La seconda è quella dei playoff a fine campionato. Serve rimanere in scia fino alla fine, entrare nel gruppo delle prime otto per poi giocarsela. In ogni caso, per staccare il passaporto che apre al Parma le porte della Serie A serve continuità.

Quella che sta avendo Lautaro Valenti in questa stagione, mettiamola così. L’argentino, mai stato un esempio soprattutto per i comportamenti fuori dal campo (celebre è stato il testa a testa con D’Aversa dopo il lockdown o l’affondo social al gruppo e al tecnico nell’anno della retrocessione) quest’anno sembra essere un altro. Lo si vede anche dalla grinta che mette in campo, con tutti i suoi limiti caratteriali di chi si incendia alla prima scintilla, oltre che  dai numeri: dopo un anno senza praticamente mai vedere il campo (tre presenze nella stagione 2021/22 per 181′ complessivi), l’argentino di Rosario ne ha giocate 19 tra campionato e Coppa Italia, tutte da titolare. Un bel salto in avanti per il difensore che può sempre vantarsi di essere stato il primo acquisto da presidente di Kyle Krause. Contro il Perugia, Valenti ha disputato una buona gara, dando il via alla vittoria crociata. Quello per Benek è stato il suo terzo assist stagionale: nessuno ha fatto meglio tra i difensori in Serie B. Nessuno tra di loro ha partecipato a quattro gol (uno l’ha segnato, tre sono nati dal suo mancino). Una bella soddisfazione per il 24enne di Rosario, cresciuto in fretta nel distretto di Lanùs, rapito a 21 anni assieme a un compagno, liberato a fronte di un riscatto di 70mila pesos e sotto la lente d’ingrandimento delle big d’Europa. A Rosario, dove vivono gli argentini più argentini, c’è il rischio di sbandare. Lo ha salvato il pallone, quello che sabato ha messo sulla testa di Benek. Contro il Perugia, Valenti è stato il calciatore del Parma che ha toccato più palloni in assoluto: 67, con una precisione del 47%. Grazie alla sua grinta e al suo temperamento, ha guadagnato 15 possessi, intercettando in cinque occasioni il pallone. Numeri importanti, che significano una cosa soltanto: l’argentino ha riattaccato la spina e lo ha fatto in un periodo della sua vita (e della sua carriera) in cui sta acquistando maggiore consapevolezza dei propri mezzi. Gli fa bene la vicinanza della compagna Noelia Rios, argentina istruttrice di fitness e (a maggio) futura madre di Noah. Anche grazie a loro e al clan degli argentini, Valenti si è riscoperto un calciatore affidabile (di più in posizione di terzino), che vuole riprendersi la stagione buttata tra colpi di testa e comportamenti poco edificanti. Anche fuori dal campo. E se rimane sempre questo, il Parma ha scoperto di avere già in casa il sostituto di Oosterwolde. 

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