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Corrado: “Più difficile affrontare il Parma dopo due sconfitte”

Il presidente del Pisa non si fida dei crociati in crisi. “Hanno una grandissima squadra, a Terni è quasi impossibile giocare su quel campo..”

Il presidente del Pisa, Giuseppe Corrado, parmigiano d’adozione, è intervenuto in collegamento telefonico alla trasmissione “Palla in Tribuna” in onda su Radio Parma parlando delle sue sensazioni a due giorni dal personale derby col Parma. “C’è un effetto strano, è un fatto emotivo che ho vissuto anche martedì con il Monza avendo lavorato per dodici anni in Fininvest. Ma dopo cinque giornate la classifica conta poco o quasi niente, la serie B è un campionato difficile e, avendola già fatta per due stagioni, posso dire che nel girone di ritorno si verificano situazioni completamente diverse rispetto a quello d’andata“.

IL PARMA.Credo che il Parma abbia una grandissima squadra e una formazione di alto livello con tanta qualità. Vista dall’esterno penso che ci siano state situazioni abbastanza fortuite perchè con la Cremonese ha dettato il gioco nel secondo tempo in inferiorità numerica e a Terni è quasi impossibile giocare su quel terreno che ha penalizzato una squadra tecnica come il Parma. Per noi resta un riferimento di forza, al pari del Monza ha qualità ed esperienza ma anche giovani interessanti e non possiamo assolutamente sottovalutarlo. Anzi è più difficile da incontrare in questo momento dopo due sconfitte“.

PISA.Abbiamo avviato un progetto quattro anni fa, oggi siamo contenti di aver in panchina lo stesso allenatore di allora, Luca D’Angelo, il più longevo in serie B. Abbiamo creato un equilibrio di pensiero dando continuità al progetto con 6-7 elementi già presenti in serie C. Questo significa aver avuto una programmazione lungimirante“.

KNASTER.Lui ha individuato una progettualità che gli interessava avviare nel mondo del calcio in Italia, a livello di valorizzazione e storicità del brand ha scelto il Pisa. Si era fatto avanti dodici mesi fa, aveva le idee chiare e cercava un progetto che gli potesse garantire una certa continuità. Gli imprenditori americani? Utilizzano il calcio come un veicolo promozionale ma hanno poi un ritorno personale”.

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