Carra: “Parma, anni di trionfi. Il momento più duro? L’esonero di Apolloni”

L’ex amministratore delegato del club: “Devo tutto ai sette soci, grazie a Ferrari ho coronato un sogno. Che bella la vittoria nel derby di Reggio: abbiamo svoltato da lì”

Quando ero bambino mio padre, interista sfegatato, cercava di instradare verso quella ‘fede’ me e i miei fratelli. Ma non c’è riuscito. Io poi da ragazzo ho cominciato a frequentare il Tardini e non ho più smesso. C’ero il giorno di Parma-Bari sospesa per nebbia, e la mia prima volta da solo, in corriera con gli amici, fu il turbolento Parma-Reggiana dell’86. Ma già nell’84, quando Pioli segnò il gol promozione a Sanremo, dopo aver ascoltato la partita alla radio con i miei amici, sconfinammo in motorino nel Reggiano, adalle parti di Brescello a sventolare i vessilli crociati…”. Chi parla è Luca Cara, ex amministratore delegato del Parma dal giorno della rifondazione. In questi giorni ha risolto consensualmente il contratto, affidando a La Gazzetta di Parma i suoi ricordi. “L’insediamento della nuova proprietà ha spostato le mie mansiioni. La carica di Ad era coperta da Kyle Krause. Avevo firmato un contratto a tempo determinato, sino a marzo. Pensavo di poter rimanere fino a fine stagione, visto che il nuovo amministratore delegato non era stato assunto, ma la proprietà ha deciso di non rinnovare la mia collaborazione”.

Marco Ferrari – continua ancora Luca Carra – si è messo in testa di far rinascere il Parma. Ricordo un incontro all’Upi, con tanti imprenditori locali, alcuni dei quali si sono poi defilati. Ne rimasero sette e diedero vita a Nuovo Inizio. Io ero stato delegato da Gandolfi a curare la partecipazione di Erreà a questa avventura, quando Ferrari mi ha proposto di diventare l’amministratore delegato del nuovo club. Ho impiegato circa dieci secondi a dirgli di sì. Il tempo necessario ad essere sicuro di aver capito bene la domanda. Il calcio procura grandi stress, ma ti dà trionfi come quelli di La Spezia o di Firenze. Ti ripaga con gli interessi. Tra i momenti di gioia più pura metto il derby di Reggio, anche perché credo sia stata una svolta nella stagione”.

Gioie ma anche qualche difficoltà: “Non ci siamo fatti mancare nulla. Da sconfitte inattese – spiega Carra a La Gazzetta di Parma – al caso scommesse, ai messaggini dopo lo Spezia. Come dirigenza abbiamo spesso dovuto governare situazioni complesse, prendere decisioni contrastate. In B o in C la piazza, a fronte di una serie di risultati deludenti, chiedeva la testa di D’Aversa. Sarebbe stato più facile accontentarla ma noi vedevamo come lavorava lo staff e come la squadra si sentiva coinvolta. I giocatori, Lucarelli in testa, ci hanno aiutato a prendere la strada che oggi possiamo senz’altro definire giusta. Il momento più difficile? Esonerare Gigi Apolloni, una persona davvero d’oro. Mi ha fatto sanguinare il cuore. Sul piano professionale è stato difficile gestire l’annata di Lizhang. I soldi dalla Cina non arrivavano mai, chiudere la stagione con quel trionfo e iscrivere regolarmente la squadra alla serie A è stato davvero prodigioso. I sette soci hanno fatto più della loro parte”.

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