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Il Parma parla americano: contatti per vendere le quote societarie

Sui nomi dei potenziali acquirenti viene mantenuto massimo riserbo: secondo indiscrezioni si tratterebbe del Gruppo Krause, rappresentato da Kyle e Tunner Krause

Che il Parma sia alla ricerca di un socio di maggioranza non è certo una notizia. Sono stati giorni intensi per lo stato generale del club, da giorni a lavoro per provare a chiudere la trattativa che porterebbe alla cessione della società. In questi giorni, la città ha accolto in grandissimo segreto una cordata di americani, riconducibili al gruppo Krause Holdings, uomini d’affari interessati a rilevare le quote del Parma. Una famiglia proveniente dall’Iowa, titolare di una Holding con investimenti diversificati, una catena di negozi al dettaglio e un capitale significativo con possedimenti importanti in termini di portafoglio immobiliare. 

Sui nomi dei potenziali acquirenti viene mantenuto massimo riserbo: secondo indiscrezioni si tratterebbe del Gruppo Krause, rappresentato da Kyle e Tunner Krause.  Tre giorni di incontri segreti, riunioni fiume e cene lontane da occhi indiscreti per abbozzare la trattativa che – da qui a dicembre – porterebbe l’ingresso in società da parte di uomini nuovi, proveniente in questi casi dagli Stati Uniti.

Il nostro obiettivo è quello di identificare un soggetto che possa avere solidità economica, progettualità ed entusiasmo per affiancarci o prendere il nostro posto”. Così parlava Marco Ferrari non più tardi di due giorni fa, il presidente di Nuovo Inizio, a capo della cordata imprenditoriale cittadina che governa il Parma e che con il Parma è entrata nella storia del calcio. Parole pronunciate da colui che più di tutti – probabilmente – si è speso per portare avanti il progetto Parma, nato cinque anni fa dalle ceneri di un fallimento mastodontico e che in brevissimo tempo ha visto affermarsi la squadra della città nel calcio che conta.

Secondo indiscrezioni, la trattativa con la cordata di imprenditori statunitense – su cui per ora vige il massimo riserbo – sarebbe ben avviata. Il gruppo, composto da quattro persone è arrivato a Parma martedì: tre giorni pieni al fianco del Presidente Pietro Pizzarotti, del Vicepresidente Giacomo Malmesi, del presidente di Nuovo Inizio Marco Ferrari e di Guido Barilla (che potrebbe rimanere in caso di cessione nel board societario) ai quali si è aggiunto nelle ultime ore anche l’avvocato Belli, legale del club,  immersi nei conti del Parma, nella visita alle strutture – a Collecchio prima, al Tardini dopo – colloqui e incontri per capire in che direzione andare. 

Come sempre in questi casi bisogna agire seguendo step lunghi, ci sono di mezzo soldi e progetti (la chicca del nuovo Tardini potrebbe fare da traino per raggiungere l’intesa in tempi più rapidi) e anche il futuro di una società che sta crescendo anno dopo anno e che ha cambiato pelle proprio negli ultimi giorni. Una società che sta molto a cuore ai proprietari, che prima di essere azionisti sono tifosi della squadra della loro città.

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