Intervista all’allora presidente del Parma che parla a quindici anni di distanza dal vittorioso spareggio salvezza del Dall’Ara contro il Bologna
(Da StadioTardini.it) – Ecco l’intervista realizzata da Luca Savarese di StadioTardini.it all’ex presidente del Parma, Guido Angiolini, oggi 88enne, che parla a quindici anni di distanza dal vittorioso spareggio salvezza del Dall’Ara contro il Bologna.
Presidente Angiolini, 15 anni fa, Parma stava vivendo lāesodo a Bologna, ma alla fine grazie allo zero a due, nella cittĆ dotta, fu il Parma a superare, e a pieni voti, lāesame?
āSi riuscimmo in quella che si può definire un’impresa in tutti i sensi: allāandata perdemmo in casa per un gol a zero, partivamo quindi con questo grande handicap, fu una grande rivincita colta tra lā altro contro un avversario storicamente non facile come il Bolognaā.
Il suo rapporto con la squadra non fu solo professionale, si creò, piano piano, una stima reciproca, sincera, umana.
āSi, senzāaltro, era un ambiente bellissimo, ad iniziare dalle persone che cāerano, ne ho un ricordo molto caro, a cominciare da Carmignani, ma anche passando per i giocatori, Gilardino e gli altri, dei ragazzi davvero stupendi, che in una situazione non facile, tirarono fuori tutto quello che avevano dentroā.
A proposito di umanitĆ , la cittĆ ricorda ancora un suo gesto, davvero nobile, quando in occasione di una trasferta di Coppa Uefa, nella cittĆ russa di Kazan, portò la colazione a due giocatori, Savi e Cigarini, che avevano dormito nei pressi dellā aeroporto, perchĆ© privi del visto sui passaportiā¦
āPiù cheĀ un gestoĀ fuĀ un dovere, fu quella una bellissima trasferta ed anche lƬ andammo a vincereĀ (gol decisivo dellāenfant prodige Daniele Dessena, nda)Ā trovammoĀ unāospitalitĆ inimmaginabile in quei luoghi,Ā da parte di quelle persone,Ā ci aiutarono loro stessi per sbrigare quella faccenda, per renderli liberi e farli entrare in campo,Ā rimasi molto meravigliatoā.
Se ripensa a quella sera ricca di adrenalina e con quel lieto fine, cosa rivede?
āNon ho bisogno di ripensarla, perchĆ©, ce lāho davanti agli occhi, quando arrivammo col pullman con molta difficoltĆ , allāimbocco di piazza Garibaldi, sotto il municipio. Una folla immensa, tutta quella gente, non cāerano solo tifosi, era una rivincita della cittĆ , che andava al di lĆ di ogni risvolto calcistico e sportivo. Le racconto un episodio: quando si decise con la Parmalat che cosa si doveva farne del Parma calcio, che versava in una situazione tragica dove i cartellini dei giocatori erano valutati 30 milioni di euro se non ricordo male, a fronte di quelli, cāera una marea di debiti, e lāunica soluzione sembrava quella di farla fallire, io ed alcune persone dicemmo che la squadra non andava fatta fallire, andava salvata, che lāazienda doveva rinsaldare le radici con la sua terra, riattivare un rapporto civile con il territorio e la cittĆ dove si trovava e che il Parma calcio era sicuramente un simbolo di quel rapporto tra lāazienda e la cittĆ . Al termine della riunione, il commissario mi disse :- lei Angiolini farĆ il presidente- e cosƬ nacque lāavventura. Quindi, io lego sempre questo con il trasporto della cittĆ di quella notte: non avevo sbagliato a pensare che il Parma calcio era un potente simbolo della cittĆ ā.
Stagione travagliata, ma quel Parma sapeva lottare strenuamente e su due fronti: in Europa, dove arrivò fino alle semifinali della vecchia Coppa Uefa lanciando molti giovani e nei bassifondi del campionato, insomma una doppia anima ma molto combattiva?
āLe difficoltĆ se da una parte scossero lāambiente, dallāaltra aguzzarono lāingegno e ci portarono a fare cose impensabili, razionalmente quasi inspiegabili: normalmente infatti chi lotta per salvarsi in campionato non ha energie per combattere anche in Europa, normalmente. Ma noi eravamo davvero specialiā.
Determinanti furono Cardone e Gilardino sul campo, ma decisivi furono anche tutti quei protagonisti magari nascosti,Ā come lāarea stampa, gli autisti eĀ molti altri collaboratori che marciarono tutti nella stessa direzione, quella della salvezza?
āSi ĆØ indubbio fu una grande marcia dove ognuno svolse il suo ruolo nel rispetto di quelli altrui e cosƬ potemmo costruire quel bene comune che si chiamava salvezzaā.
Oggi fronteggiamo il Coronavirus. Ecco se il Parma 15 anni fa si salvò fu anche per lei che risultò un potente e puntuale anti vaccino a quel virus che si era creato?
Se la ride Angiolini⦠āSi queste cose non le fa mai una persona sola,Ā specie in un squadra di calcio,Ā ĆØ stata una vittoria dellāambiente e di tutta la squadra.Ā Senza retorica,Ā dico, cheĀ fu qualcosa di bellissimo, si instaurò un qualcosa di unicoā.
Oggi segue ancora il Parma?
āCerto che lo seguo!. Ho anche sottoscritto una piccola quota azionaria nella societĆ Parma Partecipazioni calcistiche, mi lega un rapporto molto affettivo alla cittĆ ed alla squadraā.
Sabato quando con Torino-Parma, riprenderĆ il campionato.Ā EāĀ dā accordo con questa ripresa post-covid?
āEā difficile dirlo,Ā ci vogliono delleĀ conoscenze diretteĀ per dare un giudizio completo, una cosa ĆØ certa: il calcio senza la cornice dello stadio,Ā conĀ del pubblico, ĆØ strano,Ā ĆØ unāaltra cosa,Ā speriamo che sia solo unĀ momentoĀ transitorio,Ā un passo,Ā per tornare alla normalitĆ ā. Luca Savarese


