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Come sarà (se riparte) la nuova Serie A. Diritti Tv, i ‘falchi’ fanno causa a Sky, Dazn e Img?

Il terzetto Gravina-Dal Pino-De Siervo, pur a volte con idee diverse, spinge con forza per fare riprendere il campionato di serie A

Ci sono presidenti che fanno fuoco e fiamme per riprendere pure loro (basta guardare la classifica), altri che non ne vogliono sapere (basta guardare la classifica), anche se stanno ben nascosti. “Io voglio salvare il conto economico dei club”, ci spiega Luigi De Siervo, ad della Lega (a proposito, quei presidenti che lo volevano cacciare ora dovranno fargli un monumento, se si giocherà…).

Il ministro Vincenzo Spadafora che prima era contrario, “con tutti quei camion militari e le bare…”, ora sembra ottimista: risolto il nodo dei vari protocolli, dopo inciampi iniziali, il 28 maggio dovrebbe arrivare il via libera del governo (“decideremo se riprendere e quando” ha detto due giorni fa il ministro). Spadafora ha ricevuto critiche feroci, ma al di là di un eccessivo presenzialismo, si è mosso con una prudenza che tempo fa era necessaria, e (soprattutto) condivisa dal premier Conte e dal ministro Speranza. Ora, per fortuna, i dati sono incoraggianti e fuoco amico a parte, che in Lega (Calcio) soffia sempre forte, ci sono buone, forse ottime, possibilità di ripartire e tentare di chiudere questa stagione maledetta.  Quando tornare in campo? Ecco qui entriamo nel campo delle ipotesi e la Lega ha preparato vari piani A, B e C. Lo stesso Gravina si è mosso su quel terreno, anche se Malagò, che certo non lo ha in simpatia, pare non sia ancora soddisfatto. 

Ma vediamo cosa prevede il piano della Lega. Se si parte il 13 giugno si può chiudere il 2 agosto: il consiglio di Lega del 26 maggio deciderà se il 13 giugno si riparte con una giornata piena, la 27a (partita clou, Atalanta-Lazio) o con i 4 recuperi. Previste 9 domeniche, 4 turni infrasettimanali con la Coppa Italia (3 partite) in coda. Massimo 300 persone negli stadi più grandi, 250 in quelli piccoli: modello Bundesliga. Le partite di campionato si giocherebbero in tre slots: ore 16,30 (ma solo nei weekend), 18,45 e 21. Tutto questo perché le tv (che pagano, anzi pagavano, bene…) preferiscono slot singoli e con le gare serali non si danneggerebbero i giocatori, sul piede di guerra. Inoltre le ultime due giornate sarebbero in contemporanea di sera.

Seconda ipotesi: si parte il 20 giugno, in questo caso è molto probabile che salti la Coppa Italia che interessa soprattutto Milan e Napoli (Juve e Inter sono già in Champions), a meno che la Champions possa slittare al 6 agosto. Terza ipotesi, l’asticella viene spostata più avanti (fine giugno)? dal ministro: in questo caso, sostengono dalla Lega di serie A, non ci sarebbe più spazio per giocare le 124 partite. Non si ripartirebbe quindi col campionato. Gravina potrebbe quindi imporre playoff e playout, come ha spiegato nell’ultimo consiglio federale, ma i club non ne vogliono sapere (eccezione, forse per Cellino, ultimo in classifica) e “scoppierebbe la rivoluzione”.

Ma risolto il nodo tamponi restano altri due problemi, e non da poco, da risolvere. La quarantena di 14 giorni per tutto il gruppo: che dirà il Cts, farà marcia indietro? E i contratti: la stagione finisce il 30 giugno con molti giocatori in scadenza. La Fifa ha dato solo indicazioni, non può imporsi. La Lega si è tenuto questo argomento per ultimo, un problema enorme, che qualcuno forse sottovaluta. Che diranno i calciatori? Non sarà affatto semplice trovare un accordo. Poi c’è l’ultimo piano, che la stagione non riparta. Ma qui è ancora più complesso. Classifica ponderata. Algoritmo. Media punti. Un inferno.

Infine alcuni club, capitanati dai “falchi” Lotito e De Laurentiis (Lazio e Napoli) potrebbero decidere di fare causa ai broadcasters (Sky, Dazn e Img) che non hanno versato i 220 milioni dell’ultima rata di questa stagione. La decisione potrebbe essere presa già lunedì 25 maggio, in occasione della riunione della commissione diritti tv della Lega di serie A. Le società hanno già emesso fattura e pagato l’Iva: ogni club quindi è libero quindi è libero di comportarsi come ritiene più opportuno, se fare una ingiunzione di pagamento o andare avanti con la trattativa già iniziata da Dal Pino e De Siervo. D’altronde, non si sa nemmeno se questa stagione riprenderà, quando ed eventualmente con quale formula. Le partite infrasettimanali ad esempio hanno ascolti più bassi di quelle del weekend, poi non si sa ancora quante squadre potrebbero coinvolgere playoff e playout. In ballo c’è anche la prossima annata: il contratto è uguale a quello di quest’anno, ed è blindato. Le emittenti hanno già chiesto un consistente sconto. Forse conviene trattare come hanno fatto altri Paesi. Lo scrive Repubblica.it.

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