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Renzi: “Da Spadafora protagonismo intollerabile. Parma-Spal una vergogna”

Il leader di Italia Viva: “Il blocco mette a rischio l’intero sistema calcio, ci sono società che potrebbero non riuscire a iscriversi al prossimo campionato”

Tra le tante esperienze di vita fatte da Matteo Renzi c’è quella da arbitro. Il leader di Italia Viva, è grande appassionato di calcio ed è un noto tifoso della Fiorentina (“Se non sai giocare a calcio fai l’arbitro, se non sai fare l’arbitro fai politica“, ha detto) e spinge perché si torni presto anche al ritorno in campo, pur consapevole che il rischio zero, in termini di coronavirus, non esiste: “Il numero dei contagiati è in calo. Bisogna fare i conti con una realtà che ci impone di riaprire l’Italia, sempre in sicurezza e con le restrizioni che si sono rese necessarie. La cosa che mi preoccupa maggiormente è un pensiero che sta prendendo sempre più piede ed quello che lo sport sia nemico della salute. Lo trovo aberrante. Bisogna far ripartire in fretta la macchina, il lockdown era giustificato a inizio marzo, ma le cose sono cambiate“.

In Federcalcio aumenta il partito di chi pensa che il blocco definitivo non sia un problema collegato alla tutela della salute, ma che si tratterebbe di un disegno per affossare il sistema: “Sono apertamente dalla parte di Gravina, la sua è una battaglia giusta di sopravvivenza, il calcio ha un valore sociale ed è anche business, certo, i diritti tv non sono un’invenzione italiana, mantengono il calcio di tutto il mondo – ha detto Renzi al Corriere dello Sport -. Il blocco mette a rischio l’intero sistema, ci sono società che potrebbero non riuscire a iscriversi al prossimo campionato. Il protagonismo del ministro Spadafora non è più tollerabile, io non l’ho apprezzato quando ha sospeso improvvisamente Parma-Spal. Un’ora e un quarto di ritardo quando poco prima il premier Conte aveva deciso che si poteva giocare. Mettersi di traverso, bloccare i giocatori negli spogliatoi è stata una mossa incomprensibile, assurda. Oggi ci sono tutte le condizioni per ricominciare fidandosi della comunità scientifica, si parla di test sierologici, di tamponi, di rischio 0,5“.

 

 

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