Il calcio riparte in Corea del Sud

Gare a porte chiuse, no al dialogo tra calciatori in campo, vietato stringere le mani agli arbitri. I giornalisti dovranno mantenere due metri di distanza da giocatori e allenatori e le interviste si faranno all’aperto

Il calcio riparte in Corea del Sud.  I club professionistici potranno cominciare a disputare delle amichevoli precampionato: lo ha comunicato la lega coreana in una nota.

Ci sono diverse regole da rispettare, a partire dall’assenza di pubblico. Durante le partite, i giocatori non potranno parlare né ai propri compagni né ad altri giocatori e sarà vietato anche stringere la mano agli arbitri prima e dopo le gare. Le squadre saranno tenute a preparare spazi per la quarantena dei giocatori o del personale che risulterà positivo al virus o ne mostrerà i sintomi.

L’ingresso dei giornalisti sarà limitato ad un massimo di tre inviati per ogni partita; non ancora specificato in tal senso il criterio di scelta. Dovranno mantenere una distanza di almeno due metri da giocatori e allenatori durante le interviste e tutte le sessioni media dovranno essere svolte all’aperto. La Corea del Sud è riuscita a contenere l’epidemia: ieri sono stati registrati solo 9 nuovi casi, per il quarto giorno i numeri sono al di sotto di dieci. Il totale aggiornato al 20 aprile è di 10.683 casi, di cui 8.213 guariti e 237 deceduti.

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