Accadde oggi: Sensini porta il Parma a Copenaghen

I gialloblù in formazione rimaneggiata e nel mirino dei tifosi ribaltano l’esito della semifinale di Coppa delle Coppe contro il Benfica

Il colpo di testa di Nestor Sensini al 33′ della ripresa regalò la seconda finale consecutiva di Coppa delle Coppe al Parma che poi, da campione in carica, avrebbe ceduto il passo all’Arsenal a Copenaghen. Ma il 13 aprile del 1994 l’esito del doppio confronto col Benfica nel penultimo atto si rivelò tutt’altro che scontato: la sconfitta dell’andata, che poteva essere ancora più larga, le numerose assenze e, soprattutto, la profonda frattura tra squadra e tifosi bastarono a rendere elettrizzante il pomeriggio del Tardini, fortino pressochè inespugnabile in Europa.

IL PROLOGO. In Portogallo solo i miracoli di Bucci, che parò anche un rigore a Vitor Paneira, limitarono il passivo (2-1) prima del famigerato derby della discordia, perso malamente in casa della Reggiana e accompagnato da dichiarazioni poco apprezzate, per usare un eufemismo, dell’allenatore Scala e di capitan Minotti. I Boys si sentirono traditi e contestarono apertamente i gialloblù, decidendo da allora di non cantare più cori per i singoli giocatori. In un clima di grande tensione si aggiunsero le pesanti defezioni di Asprilla e dello stesso Minotti, entrambi squalificati, e dell’infortunato Melli oltre alle condizioni non ottimali di Zola, febbricitante alla vigilia.

INGENUITA’. Serviva una vittoria di misura per ribaltare il risultato ma nel primo tempo il Parma apparve contratto e privo di idee. Aiutato solo dall’ingenuo Mozer che nel giro di appena 33′ rimediò due ammonizioni e lasciò i compagni in 10. I lusitani, che si preoccuparono, soprattutto, di non subìre gol, si fecero vedere in avanti giusta una volta in avvio di ripresa ma Bucci respinse di piede il tentativo di Schwarz, poi atterrato in area da Zoratto tra le proteste.

TUFFO. A questo punto i padroni di casa si risvegliarono dal torpore e cominciarono ad attaccare in maniera sempre più convincente. Brolin e Crippa mancarono il bersaglio da buona posizione poi Zola, cresciuto sensibilmente alla distanza, centrò in pieno la base del palo dopo aver eluso l’intervento di un difensore. Sempre il fantasista sardo, a dodici minuti dalla fine, pennellò un corner arquato dalla sinistra che trovò appostato nei pressi del secondo palo Sensini, bravo a crederci e spedire di testa in tuffo alle spalle del portiere Neto, uscito a vuoto. Negli occhi della gente restò l’immagine del jolly argentino, preso nel novembre del 1993 dall’Udinese, che nell’esultanza sotto la curva Nord rischiò di essere quasi soffocato da Balleri, entrato alla mezz’ora di gioco al posto dell’acciaccato Benarrivo.

FESTA IN TONO MINORE. Il pari annullato a Joao Pinto e la chance del raddoppio non concretizzata dal giovane Colacone le ultime emozioni di una partita indimenticabile che, seppur in mezzo a contrasti e divisioni, condusse il Parma alla finale di Copenaghen. Nessuno all’epoca era mai riuscito a vincere per due stagioni di fila la Coppa della Coppe e la maledizione continuò anche quell’anno: il 4 maggio l’Arsenal ringraziò Smith (e il palo di Brolin sullo 0-0) e negò il bis agli emiliani.

PARMA-BENFICA 1-0

Marcatore: 33′ st Sensini

PARMA: Bucci, Benarrivo (30′ pt Balleri), Di Chiara, Pin, Apolloni, Grun (18′ st Colacone), Sensini, Zoratto, Crippa, Zola, Brolin. A disp.: Ballotta, Maltagliati, Matrecano. All.: Scala

BENFICA: Neno, Abel Xavier, Mozer, William, Kenedy (37′ st Cesar Brito), Kulkov, Vitor Paneira, Joao Pinto, Schwarz, Rui Costa, Isaias (31′ st Hernani). A disp.: Silvino, Abel Silva, Rui Aguas. All.: Toni

Arbitro: Van der Ende (Olanda)

Note: Spettatori 21488 per un incasso di 977.336.000 lire. Espulso al 33′ pt Mozer (B) per doppia ammonizione. Ammoniti Zoratto, Sensini, Colacone (P), Mozer e Joao Pinto (B). Calci d’angolo: 10-4 per il Parma

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