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Crespo e quella panchina mai sua: “Ho riportato il Parma dalla C alla A”

L’attaccante argentino a Olé: “In qualche modo sono stato in grado di restituire al club tutto ciò che mi ha dato. Quando ho completato il mio lavoro il mio percorso è finito”

Prima attaccante, poi vicepresidente: Hernan Crespo è stato molto per Parma. Ha dato tanto alla gente crociata, ha ricevuto tutto. Il suo contributo è stato chiaramente più concreto da calciatore, con i suoi gol e il suo peso specifico ha fatto cose strabilianti. A Parma ha cominciato a giocare a calcio in Europa, a Parma è tornato e ha chiuso la sua formidabile parabola da puntero. Un giocatore d’altri tempi, un fuoriclasse con colpi pazzeschi. Ha vinto tanto, tantissimo, non solo a Parma, dove ha provato a lasciare la sua impronta anche da vicepresidente. Missione fallita.

Da dirigente il suo apporto non si può minimamente paragonare a quello che ha dato al club da calciatore. Eppure a sentire le sue parole c’è qualcosa che stride: “È stato bello. Il Parma è stato il mio primo club in Europa ha dichiarato a Olé Valdanitodove ho imparato molto e ho finito la mia carriera. Ero anche il tecnico della Primavera. Poi sono successe molte cose“. I sette soci, artefici della rinascita del club, hanno aperto le porte a un socio di maggioranza, il magnate (mica tanto, visto gli investimenti) Lizhang che prima ancora di entrare aveva nel suo board Hernan Crespo. Che appena salito al ai piani alti ha provato a mettersi sulla panchina senza nascondere la sua voglia di campo, innata: l’obiettivo era quello di sedersi sulla panchina del Parma, malgrado non lo abbia mai detto pubblicamente. “Ho assunto la carica di vicepresidente in un momento difficile e assieme al resto dei dirigenti ci siamo tolti la soddisfazione di portare la squadra dalla C alla Serie A. In qualche modo sono stato in grado di restituire al club tutto ciò che mi ha dato. Ma il mio compito è finito lì, quando ho completato il mio lavoro ci siamo salutati“.

Braccio destro di Lizhang, da vicepresidente non ha lasciato il segno e di lui – al tempo – si ricorda più la forzatura con i vertici di accaparrarsi la panchina che qualche decisione volta a garantire il futuro del club. Valdanito, glaciale sottoporta, ha sempre nutrito e coltivato la speranza di fare l’allenatore – fino a qui legittimo -, ma il Parma a quell’epoca l’allenatore ce l’aveva già. E nel periodo di maggiore difficoltà per i crociati, reduci dal cambio alla guida tecnica, Crespo aveva provato a fare leva sui ‘sentimenti’, ma la sua proposta era passata in secondo piano tanto che la società aveva scelto Roberto D’Aversa, con il quale – seppur a distanza e in maniera del tutto casuale – aveva visto la partita di Ancona, quella in cui il Parma perse con alla guida Stefano Morrone. “Vedremo più avanti – ha detto Crespo a Olé – quando sarò più grande” lasciando la porta aperta a un possibile ritorno. Ci aveva provato anche quando il Parma era in Lega Pro forzando la mano, esprimento a volte in maniera velata anche il suo disappunto sulla gestione tecnica. Schermaglie dialettiche, il suo obiettivo probabilmente era quello di tornare in panchina. Ma non è andata proprio così.

La storia prese un’altra direzione, quella che tutti conoscono. “Ora sono tornato a fare quel che mi piace – ha confessato a Oléossia essere allenatore. Mi piace molto essere in panchina, vivere le partite“. Cosa che avrebbe voluto fare anche a Parma, ma il Parma un allenatore ce l’aveva già. 

Adesso Hernan in Argentina si gode la famiglia, ha trovato la sua dimensione dopo qualche esonero di troppo e tante esperienze andate a male: Avevo un bisogno a un certo punto di poter condividere il mio tempo con i miei genitori dopo 22 anni fuori. Stare con mia sorella, mio cognato, mia nipote. Mi piace molto, anche se a volte convivo con il fatto di non poter vedere le mie figlie tutti i giorni. È parte del prezzo che devo pagare, ma dobbiamo imparare a convivere con le nostre cicatrici e andare avanti“.

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1 mese fa

Allora ancora credevo in uno sport chiamato calcio poi ovviamente ho mollato vedendo lo schifo che cera e c’e’ tutt’ora dietro..

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1 mese fa

Hernán sempre nel cuore

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