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Dermaku: “Alves il mio maestro”

Il difensore albanese, intervistato da Gianlucadimarzio.com, spende parole d’elogio per il capitano. “Cerca di farmi crescere sotto tutti i punti di vista”

Kastriot Dermaku sta vivendo un magico magico. Prima il posto da titolare con gol nella Nazionale albanese, ora anche l’esordio in serie A contro il Genoa al posto dell’infortunato Alves. Il possente difensore centrale, nato a Scandiano, confessa le sue emozioni ai microfoni di Gianlucadimarzio.com partendo dalle origini del nome. “Richiama Giorgio Castriota, detto Scanderbeg, guerriero che ha lottato ai tempi dell’Impero Ottomano contro i mussulmani. In Albania è considerato un eroe e anche la Chiesa lo ha riconosciuto come tale”.

ALVES. “Parliamo spesso, cerca di farmi crescere sotto tutti i punti di vista. Anche nei dettagli fuori dal campo come l’alimentazione, il recupero e il riposo: sono piccole cose che alla lunga fanno la differenza e ti permettono di arrivare lontano, proprio com’è successo a lui, che gioca ad alti livelli anche a 37 anni. Non è facile e scontato. Ho un ottimo rapporto anche con tutti gli altri compagni di reparto: sono in camera con Gagliolo, con cui mi confronto spesso. Idem con Iacoponi“.

LA SCALATA. “E’ iniziata dalla C2, quando giocavo a Melfi. E’ un percorso che voglio dedicare soprattutto a me stesso, perché ho incontrato tante difficoltà ma non ho mai mollato. E poi alla mia famiglia che mi ha sempre sostenuto. Ho creduto in me stesso. So di non aver ancora fatto nulla e devo rimanere concentrato perché confermarsi nel calcio è sempre difficile. Questa è la strada”. 

RINGRAZIAMENTI. “Ringrazio D’Aversa per la fiducia che mi ha sempre dimostrato sin dai primi giorni di ritiro, il direttore Faggiano (a cui lo aveva segnalato l’allenatore del Melfi, Leonardo Bitetto, quando il dirigente ora al Parma lavorava nel Trapani), la società e i miei compagni“.

IL PAPA’ DAL KOSOVO. “Quando ho saputo che probabilmente avrei giocato gli ho detto di prendere l’aereo perché sapevo che gli avrebbe fatto tanto piacere assistere al mio debutto. Così come ha assistito al gol in Nazionale“.

LA NAZIONALE. “L’allora ct Panucci mi ha convocato quando giocavo in serie B. Un allenatore italiano, un difensore fortissimo: ricevere la sua chiamata è stato un onore, mi ha aperto un mondo bellissimo che è quello della Nazionale. Si sta creando un gruppo bellissimo e speriamo di raggiungere traguardi in futuro come hanno fatto tutti coloro del vecchio gruppo, nel 2016. Adesso c’è Reja con il suo staff, sono molto preparati e ci stanno dando una grossa mano. Sono sicuro che potremo toglierci delle belle soddisfazioni”.

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