L’ex difensore di Parma e Bologna rivive il doppio confronto del giugno 2005 che metteva in palio la salvezza e si sofferma sul presente
Pensi a Giuseppe Cardone e la mente torna inesorabilmente alla serata del Dall’Ara del 18 giugno 2005: spareggio di ritorno per la permanenza in serie A tra Bologna e Parma che aveva perso di misura l’andata in casa con una formazione falcidiata dalle squalifiche e imbottita di ragazzini. Il capitano siglò di stinco il gol che riequilibrò i conti poi si arrese allo stiramento che lo aveva colpito in settimana e osservò dalla panchina il raddoppio di Gilardino. Dal valore inestimabile perchĆØ regalò la salvezza sul campo e anche fuori alla societĆ crociata in amministrazione controllata dopo il crac Parmalat che potĆØ cosƬ proseguire l’attivitĆ .
Normale che Cardone, in passato allenatore di Allievi e Under 16 del Parma e quest’anno collaboratore tecnico del Venezia fino all’esonero di Vecchi, decida di partire da lƬ a distanza di due giorni dal derby emiliano che vivrĆ da doppio ex. “Nonostante siano giĆ passati tredici anni e mezzo -ha confessato in esclusiva a ForzaParma.it– a rivedere quelle immagini provo ancora emozioni forti, da pelle d’oca. Quel periodo trascorso tra lo spareggio d’andata e di ritorno ĆØ stato, emotivamente parlando, il momento più importante della mia carriera. Si arriva da una stagione tribolata per tanti motivi, pur avendo una squadra con buoni elementi avevamo fatto fatica e non era facile pensare solo al campo. Aver creato un connubio perfetto tra noi giocatori e la societĆ ĆØ stato fondamentale“.
Quale aneddoto le è rimasto più impresso?
“GiĆ si dormiva poco in generale e la notte della vigilia siamo stati svegli in 5-6 a guardarci in faccia fino alle 5 del mattino. C’era una tensione particolare, l’assunzione di responsabilitĆ molto forte in quanto se fossimo retrocessi sarebbe stata la fine. In quella circostanza vennero fuori i nostri attributi”.
Come sarĆ il derby emiliano di sabato al Tardini?
“Una partita da prendere con le pinze che sarĆ studiata nel migliore dei modi da due ottimi allenatori. Attualmente il Bologna ĆØ più in difficoltĆ rispetto al Parma che nell’ultimo periodo, più delle prestazioni, ha pagato a caro prezzo gli episodi e le disattenzioni dei singoli“.
Chi potrebbe essere il giocatore chiave?
“In una gara abbastanza bloccata potrebbero risultare decisive le situazioni da palla inattiva. Se dovessi indicare un nome sceglierei Gagliolo che quest’anno non ha ancora segnato“.
La sorprende il cammino del Parma?
“Il Parma sta facendo un ottimo campionato, ha avuto la bravura di trovare elementi funzionali al suo gioco e che magari erano stati un po’ dimenticati da altri. Gervinho in alcune partite ha fatto la differenza e a fine anno le sue invenzioni peseranno tanto in ottica classifica. Chapeau al ds Faggiano che ha preso gli uomini giusti nel contesto giusto“.
Qual ĆØ il segreto di D’Aversa?
“Credo abbia grande intelligenza e preparazione, l’allenatore può avere in mente una propria idea di calcio poi deve adattarsi e capire il materiale umano a disposizione per esaltare le caratteristiche della rosa. E’ una squadra che riesce ad ottimizzare al meglio quello che crea ed in alcuni casi ĆØ stata anche sfortunata come a San Siro e col Chievo in casa“.
Da capitano a capitano: come giudica il rendimento di Alves?
“La gente di Parma apprezza chi dĆ l’anima, lui elimina il gap fisico e anagrafico con la testa. E’ una dote innata che si acquisisce nel tempo ma non lo possiamo considerare una sorpresa. Parliamo di un grandissimo giocatore di livello internazionale entrato in punta di piedi in una macchina che funziona bene, cura la fase difensiva e tende a mettere in luce le sue indubbie qualitĆ “.
Cosa si porterĆ dietro dall’avventura al Venezia?
“Avevo voglia di fare un’esperienza in mezzo ai “grandi”, mi ĆØ dispiaciuto molto l’epilogo ma non l’ho vissuto come un fallimento. Credo di aver imparato tanto in questi tre mesi“.



“EVERYTHING”!! LA serata Perfetta..
Tutto soprattutto esserci stato