Gli ultimi mesi sono stati davvero come le montagne russe per l’ex allenatore del Parma, ora all’Empoli, Roberto D’Aversa, passato dai fattacci di Lecce alla rinascita in toscana, ma dovendo affrontare anche problemi di salute molto seri: “Mi sono svegliato e la bocca non rispondeva più ai comandi. Mi stavo lavando i denti, erano due giorni che non sentivo i sapori. Sono andato all’ospedale, lì mi ha raggiunto il medico dell’Empoli. In quelle 4, anche 5 ore di attesa, mi è passato di tutto per la testa. Negli occhi di tutti coloro che mi guardavano vedevo preoccupazione. Anche il direttore e il team manager mi hanno raggiunto al pronto soccorso. I dottori mi hanno subito diagnosticato una paresi facciale, momentanea. Un disagio temporaneo, che migliora giorno dopo giorno. Ma non mi sono nascosto. Sono andato in campo, davanti alle telecamere, senza problemi. Per rassicurare le persone che mi vogliono bene, ma soprattutto perché mi metto nei panni di chi convive con questo problema permanentemente, con chi deve fare i conti con i problemi fisici fin dalla nascita. Mi sono ripetuto che era solo una cosa momentanea. Ho letto recentemente la storia della figlia di Roberto Mancini, che è stata discriminata a causa di una malformazione al viso. Mi ha colpito molto. Credo che non ci sia niente di cui vergognarsi“.
D’Aversa si racconta a cuore aperto tra campo e vita privata
Sulle pagine di Cronache di Spogliatoio, D’Aversa ha parlato anche di campo: “Se guardo ai problemi con cui sta lottando mia madre, arrivo alla conclusione che i problemi sono altri. Sono una persona che vive per il lavoro. Vivo così, in tutto e per tutto. È un difetto che ho, che fa parte di me. Mia madre ha un ictus, ormai da diverso tempo. Un evento che mi ha cambiato. Non mi perdono che non sono riuscito a starle vicino, ma credo che mia madre sappia quanto bene io le voglia. E questo mi fa vergognare ancora di più per il mio comportamento, per i sacrifici che hanno fatto. Sono sicuro che loro siano orgogliosi di me: quando giocavo, non volevo che lei venisse allo stadio, ero preoccupato per gli insulti che avrebbe sentito. Ma ho sempre cercato di dare qualcosa indietro e in cambio. Il lavoro dell’allenatore è dominante. È una figura totalizzante. Che ti toglie il fiato. La mia attenzione è tutta lì. Potevo fare meglio È una frase che ripeto spesso, visto anche l’epilogo della mia esperienza a Lecce. Ho pagato tutte le conseguenze che potessero arrivare. Mi sono vergognato quando sono rientrato a casa e mia moglie mi ha detto: ‘Ma cosa hai combinato?’. L’esonero, le 4 giornate di squalifica. Quella testata a Henry mi ha perseguitato: ho commesso un grave errore, mi sono subito scusato, e ho immediatamente chiamato il ragazzo dopo la partita. Ho ricevuto un attacco mediatico, ma il mondo del calcio non mi ha abbandonato. Non tutti si sono voltati dall’altra parte. Tantissimi dirigenti che non avevo mai incontrato in vita mia mi hanno chiamato o scritto per esprimermi vicinanza. E anche alcuni allenatori lo hanno fatto. La mia famiglia vive ancora a Lecce, dove abbiamo dato continuità al percorso di vita dei nostri figli, e la gente ci ha sempre espresso amore e vicinanza. I tifosi sono stati solidali, hanno capito quel gesto. Se ho avuto il timore di aver perso il treno della Serie A per colpa di quel gesto? Il telefono squillava comunque. Certo, arrivavano chiamate dalla Serie B e io tergiversavo. Non volevo perdere la Serie A. Il Cesena si era fatta avanti concretamente, abbiamo parlato. Ogni società di A che mi chiamava, magari aveva altre scelte. Ed è chiaro che dopo ciò che era successo, D’Aversa non fosse più al primo posto. Neanche al secondo. Devo ringraziare per il coraggio sia il presidente Corsi, sia il direttore Gemmi: li ringrazio per non aver guardato l’etichetta. Sono il primo a cui non piacciono i pregiudizi. A Empoli ho trovato una società che sa osare. Siamo soddisfatti del percorso che abbiamo fatto fin qui. Abbiamo lavorato duro, siamo andati ben oltre le aspettative“.



D aversa sei stato il n 1 serie A
Bravo allenatore e persona seria
Grazie Mister💛💙💛💙
Forza Mister
Il migliore visto a Parma dopo Dio Arrigo!
Ti voglio bene robbi, per sempre il mio preferito ! ❤️
Dopo quel che ha fatto non dovevano manco più permettergli di allenare gli amatori
La vera testata è stata Zidane/ Materazzi. Quella di D’ Aversa è stato un accenno di testata, amplificato dal giocatore, che ha fatto teatro. Ha pagato la pena prevista. Punto e a capo.
Concordo al 100%, non lo ritengo un top allenatore ma sa tirare fuori ileglio dalle sue squadre, l’unica pecca è il calo verticale nel girone di ritorno, magari lo ha migliorato.
😂😂😂
Da anni diciamo che sei fortunato Robby
Devi ringraziare il Parma è Faggiano. Dopo che sei stato esonerato da Lanciano hai fatto anni a stare a casa a poltrire…devi ringraziarli a vita…