Intervistato dalla Gazzetta di Parma, l’ex allenatore crociato ha parlato del suo Parma e di quello attuale
Intervenuto ai microfoni della Gazzetta di Parma, Nevio Scala ha parlato, tra le altre cose, del 3-5-2, sistema di gioco attuato dal suo Parma e che da poco anche Chivu ha deciso di metter in campo. Per prima cosa, l’ex allenatore crociato ha parlato della definizione di quel sistema di gioco, se 3-5-2 o 5-3-2: “«à difficile classificare un sistema di gioco con i numeri, perchĆ© durante la partita si cambia, dal 3-5-2 al 5-3-2 e a volte anche 4-4-2. Si cambia in funzione della situazione della partita ed anche del risultato. Il mio Parma come giocava? Ā«Beh, con tre difensori, poi c’erano i quinti, ovvero Benarrivo e Di Chiara. Praticamente erano ali, non difensori. In quel momento però lo chiamavano 5-3-2, tra l’altro criticato da tutti perchĆ© si diceva che era un sistema troppo difensivo mentre invece noi giocavamo sempre in avantiĀ». Un modulo che permetteva la mobilitĆ anche dei difensori: “SƬ, dei tre meno Apolloni ma a turno Grun e Minotti andavano in avanti e restavano due difensori. Quindi ĆØ molto riduttivo descrivere un sistema con i numeri”.
Anche il Parma di Chivu ha da poco deciso di attuare questo sistema di gioco, e cosƬ Scala ha provato analizzarne eventuali pro e contro, facendo un parallelismo con il suo Parma: “Non ci sono motivi contro. PerchĆ© se un allenatore ritiene di avere elementi in campo in grado di fare quello che facevano Di Chiara e Benarrivo, di fare quello che faceva Grun, ĆØ chiaro che non ci sono condizioni negative. Anzi, ĆØ un aumentare la densitĆ a centrocampo di giocatori che possono mettere in difficoltĆ gli avversari. PerchĆ© il nostro possesso palla era molto rapido e veloce. Non come quello di Liedholm per intenderci. Era un possesso palla che portava immediatamente nell’area avversaria”.
L’ex allenatore crociato ha poi continuato a parlare della sua interpretazione di quel sistema di gioco: “Il mio sistema costringeva gli esterni a correre molto? Non ĆØ vero. Non partivano dall’area di rigore. Partivano sempre da una situazione di centrocampo. Se definiamo tre i difensori, allora i cinque di centrocampo avevano poco campo da percorrere. Sembrava che Di Chiara e Benarrivo facessero tanti chilometri, ma non era cosƬ, erano limitati a una porzione di campo. Loro poi erano bravi, erano molto appariscenti
ma raramente partivano dall’area di rigore. Sembrava che corressero molto, correvano ma non cosƬ tanto. Poi in quel Parma correvano tutti, correvo anch’io”.
Nevio Scala ha poi rivelato come ha scelto il suo sistema di gioco: “Queste cose le avevo studiate nel settore giovanile del Vicenza. Poi le avevo applicate a Reggio Calabria confrontandomi molto con alcuni dei miei giocatori di allora. E poi avendo capito che anche a Reggio Calabria avevo a disposizione giocatori in grado di fare questo tipo di gioco, ĆØ stata una conseguenza di un’idea non tanto conseguenza dei giocatori che avevo a disposizione.
L’ex tecnico crociato ha poi provato a spiegare le motivazioni che portano il Parma a rendere meglio con le big che negli scontri diretti: “Secondo me conta molto un condizionamento psicologico. Giocare contro le grandi squadre a un giocatore giovane dĆ un’esaltazione naturale, riesce a fare cose importanti, fare di più. Cose che magari in altre occasioni non hai il coraggio di fare.
Giocando contro le big, contro squadre come Juventus o Inter, i giovani danno quel qualcosa in più. E si mettono in mostra e hanno tutto da guadagnare. E molto dipende dal modo con cui l’allenatore affronta queste partite. PerchĆ© al di la dei numeri, il 3-5-2, il 4-4-2 e cosƬ via, credo che la condizione psicologica con cui affronti la partita, alla fine determina il risultato. Insieme alla qualitĆ del gioco”.
Infine, Nevio Scala ha lasciato la sua opinione sulla corsa alla salvezza del Parma: “Ormai… Non credo che ci sia ancora questo pensiero. Però ti confesso che a un certo punto abbiamo avuto paura. Parlando con qualcuno dei miei ragazzi, che ogni tanto sento, per un certo periodo abbiamo temuto. Ma non ci sono problemi, festeggeremo la salvezza qui in cantina da me”.



A vedere quella squadra live era libidine pura ! Che giocatori ! Ora sarebbero tutti titolari inamovibili in nazionale dati i tempi ( dico ad es. Di Chiara che ha avuto la sfiga di avere davanti un mostro come Maldini se no pure in nazionale avrebbe fatto una gran carriera ).
Nevio posta l’indirizzo che io non mancherò šš
Penso che quel Parma sia nel cuore di tutti noi.
Nel mio di sicuro, successi indimenticabili. Speriamo di tornare a vivere certe emozioni
DiChiara prima di Parma giocava ala pura… Benarivo un pendolino infaticabile sulla fascia…
No per niente, anzi, ricordo 3/4 uomini davanti alla porta avversaria. Di Chiara e Bennarrivo spesso si “sganciavano” vedi finale Wembley per esempio.
Antonio Benarrivo ed Alberto Di Chiara erano ali e non solo difensori; Minotti Apolloni e Grun oltre a difendere andavano anche a segnare…potrei continuare