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Gaetano e Calaiò, l’impar condicio

Un nuovo caso WhatsApp. Con tante analogie con il pippein. Per Gaetano e la Cremonese basso profilo e una lieve sanzione. Perché allora quella gogna mediatica e quell’inferno processuale per il Parma Calcio e il suo bomber?

La notizia è uscita ieri. Gianluca Gaetano, centrocampista offensivo del Napoli dai piedi buoni, l’anno scorso in prestito alla Cremonese, è stato squalificato per due turni del prossimo campionato. Lo si evince dal comunicato ufficiale N.32 pubblicato sul sito della FIGC, dove si spiega che il calciatore, prima della gara ComoCremonese, decisiva per la promozione in Serie A del club lombardo, ha inviato all’ex compagno di squadra Vittorio Parigini, calciatore della squadra avversaria, il 5 Maggio 2022, un WhatsApp con il seguente messaggio “Ci lasci i 3 punti venerdì?” e l’aggiunta di due emoticons di risata.
Secondo la Procura Federale, tale condotta – appurata con indagini assolutamente discrete, tanto che nulla era trapelato nelle scorse settimane – ha violato il principio di lealtà, correttezza e probità sportiva (art.4 comma 1 C.g.S.) per il calciatore e ha coinvolto per responsabilità oggettiva la US Cremonese (art. 6 comma 2). Vista la richiesta di applicazione della pena su richiesta delle parti (in sostanza una specie di patteggiamento) con il parere favorevole della Procura Federale ed il nulla osta del Presidente Federale, la Federazione ha comminato appunto 2 giornate di squalifica e una multa di 4.500 Euro a Gaetano e 5.000 Euro di ammenda alla Cremonese. Sin qui la cronaca. Siamo i primi a credere nella buona fede e nel tono scherzoso del messaggio. Gaetano e Parigini sono tra l’altro amici di vecchia data e il buon senso suggerisce che la decisione presa sia continente e proporzionata alla leggerezza del comportamento. Ma ricordate l’estate dell’ultima promozione in Serie A? Quando Emanuele Calaiò ed il Parma Calcio furono letteralmente messi in croce da Procura Federale e media nazionali per un analogo messaggio Whatsapp, con il testo “Ehi pippein, non rompete il cazzein venerdì mi raccomando amico mio” seguito da 3 emoticons di risata mandato all’ex-compagno De Col prima di SpeziaParma? La vicenda, fatta filtrare ai giornalisti sin dai primissimi atti di indagine, fu spettacolarizzata su tutti i media per oltre un mese. Calaiò e il Parma vennero deferiti per illecito sportivo. La Procura Federale chiese l’annullamento della promozione in Serie A o una penalizzazione di 6 punti nel campionato successivo. E per Calaiò 4 anni di squalifica e 50 mila euro di multa. La vicenda, che vide una condanna in primo grado a -5 punti per il Parma e a 2 anni a Calaiò, si concluse in appello con la derubricazione del comportamento da illecito sportivo a violazione del principio di lealtà. Al Parma fu comminata una multa di 20.000 Euro e Calaiò venne squalificato sino al 31 Dicembre 2018, oltre a 30.000 Euro di multa.
Furono però settimane infernali. Per la società, per Emanuele, per tutti i tifosi che avrebbero meritato di festeggiare un’incredibile impresa, la terza promozione consecutiva. La squalifica di 6 mesi di fatto mise fine alla carriera da giocatore di Emanuele. Che però, pur convinto della propria totale innocenza (“Sono una persona corretta, limpida e l’ho dimostrato nei venti anni in cui ho giocato, non ho mandato quei messaggi con un secondo fine, lo posso giurare sui miei figli” dichiarò al processo di Appello) fu sollevato che il Parma, che difese senza esitazioni la condotta del proprio giocatore, uscisse illeso dalla vicenda e potesse giocare quella serie A tanto desiderata e guadagnata anche grazie alle prodezze dell’Arciere (32 gol in 79 presenze con la maglia crociata e 2 campionati consecutivi vinti, in Lega Pro e Serie B). “Per sua fortuna, a Gaetano non è scappato scritto “pippein”, altrimenti chissà che casino succedeva…” è stato l’ironico ma amaro commento affidato ai social da Marco Ferrari, Presidente di Nuovo Inizio, ai tempi azionista di riferimento del Parma Calcio. Emanuele, ancora molto addolorato dalla vicenda, preferisce non commentare. Ma In effetti una tale differenza di trattamento è difficilmente spiegabile. La situazione, l’ultima partita di campionato, il testo stesso dei messaggi. Sembra davvero una situazione simile, se non identica. Ed è difficile, per il cronista, non ripensare a quell’estate. Alla gogna mediatica a cui furono esposti l’Arciere e il Parma. Alla paura, all’amarezza, alle lacrime. All’enormità dell’accusa. Combine. Illecito sportivo. Parole che evocano pistole, oscuri parcheggi di periferia, valigette. Non emoticons, magari inappropriati ma sicuramente più leggeri che illeciti. Nessuno vuole colpevolizzare Gianluca Gaetano, autore anche secondo la Giustizia Sportiva, di  poco più che una superficiale leggerezza. Ma allora perché al tempo ci fu un trattamento così diverso per la superficialità di Emanuele? Le voci di corridoio nell’estate del 2018  sussurravano di forti giochi di Palazzo, del Palermo di Zamparini deciso a cogliere la palla al balzo, di un Parma Calcio non allineato con l’asse di potere LotitoDe Laurentiis che si dovette difendere come un leone. Ma erano e rimangono appunto soltanto voci non verificate. Quello che è invece certo, è un grande rimpianto rimasto a tanti. Che uno degli attaccanti più forti visti al Tardini negli ultimi anni, non abbia potuto scendere in campo un minuto in quella Serie A a cui diede un contributo fondamentale. E salutare un pubblico a cui rimane legatissimo, alla sua maniera. Con un gol. Magari in acrobazia.

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