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Parma, mai così male negli ultimi 37 anni

Il 12esimo posto con il quale ha chiuso la stagione è il peggior piazzamento dall’ultima retrocessione in Serie C, quella del 1985

Il Parma saluta mestamente in suo campionato con la trasferta a Crotone, servita ai più coraggiosi per dare ulteriore prova – senza in realtà che ce ne fosse il bisogno perché quest’anno l’appoggio non è mai mancato – dell’inossidabile fede crociata. L’1-0 in Calabria è servito a gonfiare ulteriormente le statistiche dell’anno di grazia di Franco Vazquez, calciatore che in Serie B ha fatto la differenza in maniera esaltante vivendo il suo miglior momento da quando è in Italia: 14 gol. El mudo avrebbe rinunciato volentieri a essere il giocatore del Parma che ha realizzato più gol in una singola stagione di Serie B negli anni 2000, o a essere il primo giocatore argentino a segnare almeno 14 gol in un singolo torneo di B a partire da Pablo Gonzalez nel 2012/13, pur di andare in Serie A.

Purtroppo, da questo punto di vista, i suoi numeri aumentano i rimpianti di una squadra che non ha mai trovato il modo di svoltare in maniera convinta, sedendosi al tavolo delle grandi. La settimana prossima è quella che proietta il club verso il futuro: nel quale non pare esserci spazio per Beppe Iachini. L’allenatore aspetta il giorno del confronto, porrà al tavolo le sue motivazioni, sostenendo la tesi del miglioramento supportata dai numeri che certificano come in effetti ci sia stata una crescita in termini di prestazioni, alla quale però non corrisponde quella dei risultati. Il ben servito dovrebbe arrivare in settimana, sono in programma alcuni giorni di lavoro a Collecchio prima del ‘rompete le righe’ definitivo.

L’area tecnica in questi giorni sarà impegnata a fare delle analisi, capire dove si è sbagliato di più e perché le scelte non hanno pagato. Il Parma ha chiuso dodicesimo in classifica, con 49 punti, 22 in meno rispetto al Lecce primo in classifica, 20 in meno della Cremonese seconda. Rispetto all’ottavo posto, occupato all’ultimo respiro dal Perugia, il Parma è lontano 9 punti. Tanti. Per trovare uno score così negativo bisogna andare indietro nel tempo: stagione 1984-1985, in Serie B il Parma chiude da 19esimo in classifica. E’ la squadra che aveva ceduto Pioli (oggi allenatore vicino al titolo con il Milan) alla Juventus e Salsano alla Samp. Nemmeno Carmignani e Flaborea riuscirono a fermare l’inesorabile declino crociato. La stagione successiva in Serie C fu un trionfo. Promozione immediata e poi assalto alla Serie A pianificato in quattro anni. Prima della leggendaria stagione 1989-1990, chiusa al quarto posto e con la grande festa per la prima promozione storica in Serie A, il Parma ha collezionato un settimo posto (’86-’87), un undicesimo posto (’87-’88) e un nono posto (’88-’89).

Quella dell’’87-’88 fu per certi versi una stagione simile a quella vissuta dal Parma di Krause quest’anno. Fu una stagione particolare, segnata da grandi cambiamenti: via Sacchi (Berlusconi lo chiamò al Milan), dentro Zeman, profeta del calcio d’attacco con filosofie che non hanno mai attecchito. Le vittorie contro Roma e Real Madrid in due amichevoli illusero. Ma in campionato arrivarono quattro sconfitte nelle prime sette. E Zeman fu sostituito da Vitali, tecnico esperto che senza nessuna sconfitta in casa condusse la nave in porto. Stava nascendo il grande Parma, quello che avrebbe illuminato le notti d’Europa. In quella stagione furono 20 i pareggi e un undicesimo posto che valse la salvezza. L’anno dopo (’88-’89), Vitali si guadagnò la riconferma, arrivò una salvezza tranquilla segnata da 21 pareggi in 38 partite. La difesa fu tra le migliori, l’attacco stentò parecchio. Altro mattoncino servito a preparare il grande sogno, realizzato un anno dopo.

Dopo l’89-’90 seguirono 18 anni di Serie A, fino alla retrocessione con Ghirardi, ‘saldata’ immediatamente l’anno dopo. Dal ’09-’10 il Parma navigò in acque tranquille, raggiungendo anche un posto in Coppa Uefa revocato per questioni di licenza (a proposito: la Commissione di Primo Grado delle Licenze UEFA, nella riunione del 6 maggio 2022, esaminata la documentazione prodotta, ha deliberato di rilasciare al club la Licenza UEFA per la stagione sportiva 2022/23) fino al fallimento che lo costrinse a ripartire dalla Serie D. Il ritorno in Serie A sottoscritto in tre stagioni, come mai nessuno aveva fatto precedentemente nel calcio, passò da una sola stagione in Serie B, chiusa al secondo posto.

Questo dodicesimo posto sa parecchio di impresa al contrario, viste le potenzialità a disposizione e i denari immessi per preparare quella che sarebbe dovuta essere una stagione di redenzione totale dopo la retrocessione. E invece ha finito per produrre il peggior risultato del Parma in Serie B negli ultimi 37 anni. Non il massimo, ma sicuramente un punto dal quale ripartire.

 

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