Resta in contatto
Sito appartenente al Network

News

L’Empoli, Vitale e il calcio dei giovani: così Carli si prende il Parma

Uomo di campo, molto diretto, gli piace stare vicino ai giocatori a tal punto da creare un buon rapporto con quasi tutti quelli del gruppo

Prima di Cagliari Empoli, solo Empoli. Al massimo Toscana, ma con Empoli dentro. Marcello Carli si è tirato su a Colle di Val d’Elsa nella provincia di Siena, prima di affermarsi a Empoli. La bacchetta è quella del maestro Vitale, storico Ds dell’Empoli quando lui comincia con i giovani. A lui deve molto. Empoli sarà il suo rifugio naturale, una carovana di passioni e sogni che si sono realizzati.

Ed è qui che ha cominciato a entrare nel calcio che conta: il suo cammino con scarpini e calzoncini è cominciato nel 1981. Faceva il centrocampista nella Cerretese, ruolo che ha mantenuto fino alla fine della carriera, chiusa nel 1997 a Livorno. Nel mezzo ben cinque stagioni all’Empoli dove totalizza 106 presenze. Un curriculum modesto, un passato tra Serie C1 e Serie C2, con una parentesi in Serie B nella Reggina. L’unico anno di Carli lontano dalla Toscana. Una carriera lontana dai riflettori, quelli che poi si è saputo guadagnare quando ha cominciato a lavorare fuori dal campo. Sempre a Empoli, partendo dal suo ombelico del mondo, prima da Responsabile del settore giovanile, poi da direttore sportivo prima di assumere la carica di direttore generale con la promozione di Pietro Accardi.

È stato lui l’artefice di quell’Empoli dei miracoli. Ha affidato personalmente a Maurizio Sarri la panchina azzurra, operazione di cui non si ascrive il merito. “Fu un colpo di cu…” dirà nelle interviste successive, “scelsi Sarri perché ho visto in lui una follia sana”. Quell’Empoli è piaciuto a tutti, anche grazie ai giocatori che Carli è riuscito a rastrellare e far crescere nella culla morbida di Empoli, lontana da pressioni. Da Saponara a Zielinski, passando per Verdi, Rugani e Vecino, calciatori sconosciuti che via via si sono affermati in Serie A. L’idillio dura otto anni, dopo la retrocessione in Serie B smonta dalla sella rescindendo il contratto dopo otto anni.

Carli è toscano, un toscano verace che conserva i tratti distintivi anche nelle relazioni con gli altri. Un tipo che pretende da chi gli sta intorno chiarezza e decisione nelle scelte.  La sua, per ora, l’ha fatta: puntare su Fabio Liverani che aveva cercato anche per il Cagliari. Lì il muro del presidente Giulini, che si è imposto per scegliere Di Francesco, lo ha portato a dire addio alla Sardegna. Anche qui gli si riconoscono meriti importanti. Dalla salvezza miracolosa nella stagione 2017-18 – famosa la prima conferenza stampa (fissata originariamente per il primo maggio e poi posticipata) con l’eco dei pugni sbattuti sul tavolo per far emergere l’orgoglio sopito dei suoi giocatori, alla gestione di questo delicato campionato, dove Carli ha tenuto in mano il gruppo e coordinato la questione del taglio stipendi. Uomo di campo, molto diretto, gli piace stare vicino ai giocatori a tal punto da creare un buon rapporto con quasi tutti quelli del gruppo. Conosce il calcio a 360 gradi, sa lavorare con i giovani che cerca in maniera dettagliata e precisa. A Parma lo aspetta una nuova sfida. Tutta da vivere accanto ad Alessandro Lucarelli, il suo braccio destro, e con la supervisione di una società che gli ha già dato carta bianca nelle scelte.

Lascia un commento
Subscribe
Notificami
guest

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Altro da News