In Parma-Verona ci sarà anche la curiosa sfida tra i due centrali già compagni di nazionale ma nati e cresciuti in Italia
La Gazzetta dello Sport dedica un ampio servizio sulla curiosa sfida nella sfida tra i connazionali Kastriot Dermaku e Marash Kumbulla, oggi a confronto al Tardini in Parma–Verona. I due difensori, avversari per la prima volta in carriera, condividono una storia particolare: entrambi militano nella Nazionale albanese del ct Reja ma sono nati e cresciuti in Italia.
ORIGINI. Uno nato a Scandiano, l’altro a Peschiera del Garda si sarebbe potuti ritrovare insieme anche nell’Italia di Mancini ma hanno scelto di onorare la bandiera dell’Albania che per loro rappresenta un’eredità spirituale e parentale. Nel caso di Dermaku c’è anche la cittadinanza del Kosovo tanto da accettare una convocazione nel 2018 prima di tornare sui suoi passi e optare per il Paese delle Aquile.
FIGLIO D’ARTE. Ma il legame con il Kosovo resta forte per ragioni affettive: il padre di Kastriot, Luan, venne in Italia per lavoro e fu anche attaccante del Prishtina di Fadil Vokrri, ex giocatore e presidente della Federcalcio kossovara. C’era anche lui sugli spalti del Tardini ad assistere all’esordio in serie A del figlio poco meno di dieci giorni fa contro il Genoa.
CANTERA. Diverso il percorso di Marash, classe 2000, cresciuto nelle giovanili dell’Hellas con cui ha debuttato nel massimo campionato all’età di 19 anni e mezzo. I suoi genitori si trasferirono in Italia dall’Albania e qui ormai hanno piantato le radici: il padre possiede una ditta di ristrutturazioni, la madre lavora nel ristorante di famiglia a Peschiera. Anche i fratelli Giuliano e Silvia sono nati nel nostro Paese e studiano. Due belle favole unite dagli stessi colori.


