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Parma, quattro personaggi in cerca di riscatto

Da Inglese a Kucka, passando per Gagliolo e Pezzella. Sono sotto esame: a D’Aversa serve gente fresca, ritrovata soprattutto nella forza mentale

Da Kucka a Inglese, il Parma chiama. E Roberto D’Aversa si attende una risposta. Fino a qui il cammino dei crociati è senza dubbio positivo, a parte qualche frenata o incidente di percorso (vedi il secondo tempo di Roma o la partita con la Spal) che il tecnico non ha digerito. Il suo malcontento è stato manifestato al gruppo che ha recepito e si è messo a lavorare per sterzare e rimettersi in carreggiata per evitare sbandate. E’ stata la settimana del confronto dopo la Spal, quella in cui l’allenatore ha guardato in faccia i suoi ragazzi, dai quali pretende di più. Sono tutti sotto esame ma in ventuno giorni (tanti sono i giorni che vanno dal Genoa alla prossima sosta) qualcuno lo sarà di più. Perché avrà qualcosa da dimostrare oppure dovrà giocarsi bene la sua seconda possibilità. E tra questi almeno quattro giocatori potrebbero figurare in questo elenco.

GAGLIOLO – Si spera che la Nazionale svedese lo renda orgoglioso di aver  partecipato alla spedizione per Euro2020 e soprattutto che lui riversi questo orgoglio sul campo. Deve ritrovare lo spirito da vichingo che ne aveva contraddistinto le prestazioni, che aveva esaltato le sue qualità per le quali D’Aversa lo aveva eletto a pilastro prima in Serie B, poi il Serie A. Le ultime uscite di Gagliolo hanno offuscato le sue impennate di fierezza, sporcato le sue sgroppate e messo in evidenza i limiti di un giocatore che se stacca la spina mostra molti lati deboli. E questo il Parma non se lo può permettere anche perché in difesa la coperta è corta: se poi ci metti che il suo sostituto – Pezzella – non ha avuto un impatto facile, beh, si capisce come le aspettative nei suoi confronti si alzino.

PEZZELLA – Ed è giusto che si alzino. Anche quelle su Giuseppe Pezzella, tassello mancante di una campagna acquisti che lo ha visto arrivare per ultimo. E’ probabilmente questo il motivo della sua inconcludenza: paga la mancata preparazione che sicuramente non facilita l’inserimento e ritarda i tempi di apprendimento delle nuove nozioni tecnico-tattiche. Il Parma però ha bisogno di Pezzella, non dell’ultimo visto a Ferrara, quello che per intenderci è impallidito in maniera esagerata di fronte a Strefezza, ma di quello che ha attaccato con vigore e forza, con convinzione e coraggio contro il Torino, in quella gara in cui ha fatto l’uomo in più.

KUCKA – Uomo in più, fino a poco tempo fa, era anche Juraj Kucka. Ora non lo è più. Ma il tank è giustificato, diciamo così. Il suo apporto non può saziare la sete di muscoli manifestata dal centrocampo del Parma perché la condizione del suo motore non è delle migliori. E perché gli serve ancora il giusto minutaggio. Gira a ritmi bassi, Kucka, l’uomo che D’Aversa ha eletto a ‘portabandiera’ del suo credo. Uno che si sacrifica, tutto lotta e governo, che si inserisce e mette ordine, andando pure a guidare qualche raid offensivo. Ma Kucka, in ritardo di condizione per un problemino accusato in ritiro, prima di  un fastidio al polpaccio che ha rimediato con la Slovacchia, deve tornare quello dell’anno scorso. E ha ancora bisogno di parecchia benzina.

INGLESE – Come Roberto Inglese. L’acquisto top dell’estate, la ciliegina su una torta che piano piano deve prendere forma. Bobby è scuro in volto, il gol di Udine aveva dato ai crociati la sensazione di poter riabbracciare il suo centravanti. Ma è stata un’illusione. Prove incolore, panchina, qualche acciacco e il gol contro il Torino dopo il rigore sbagliato in occasione della partita con il Sassuolo. Inglese deve ritrovarsi per evitare di farsi schiacciare dal peso dei ventidue milioni investiti dal Parma per strapparlo alla concorrenza.

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