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Dalle attese alle liti con Bob: l’anno disastroso di Da Cruz

Si chiude per il momento la fallimentare esperienza a Parma del talento olandese arrivato con grandi aspettative ma mai in grado di ripagare l’investimento della società

Un anno fa era sbarcato a Parma con un’etichetta scomoda. Da un lato veniva indicato come giocatore con delle qualità importanti, dall’altro la fama di ragazzo difficile da gestire per via del suo spiccato temperamento. Oggi, un anno dopo, di Alessio Da Cruz resta solamente il ricordo dell’attesa dei tifosi (che poi è stata, fino a un certo punto, la stessa che aveva Roberto D’Aversa) di vedere qualche giocata di un talento grezzo difficile da collocare tatticamente e soprattutto di un ragazzo dal carattere particolare. Non un bad boy, o un “seguace” di chissà quale esempio negativo, ma pur sempre uno difficile con cui lavorare.

Per adesso, l’avventura con il Parma è giunta al capolinea, l’olandese è andato allo Spezia, per sei mesi, dopo che in estate aveva rischiato di andarci per un anno. Il prestito di Da Cruz rappresenta per il Parma la salvaguardia di un investimento, la tutela di un capitale: costato 12 mesi fa 3 milioni di euro (da pagare in più tranches e al raggiungimento di obiettivi), la spesa per lui ha rappresentato da parte della società un esborso importante. Segno che il club, che sta lavorando tuttora nel segno della programmazione,  non si è mai tirato indietro quando si è pensato di rinforzare la squadra.

Il 21enne olandese non ha mai rispettato le attese né giustificato gli euro che il Parma ha sborsato per lui. Una decina di presenze, 6 l’anno scorso in B quando all’esordio aveva illuso tutti con quella sgroppata prepotente che aveva segnato contemporaneamente l’inizio e la fine della sua avventura in crociato. L’assist per il momentaneo pareggio di Ceravolo a Brescia (partita finita 2-1 grazie a un grandissimo gol di Torregrossa) è stato l’unico lampo in campo di Da Cruz, spesso ai ferri corti con D’Aversa.

Proverbiali i malintesi con il tecnico che pretendeva spesso da lui sacrificio e attenzione tattica. Elementi lontanissimi dal credo di Alessio, molto amico di Baraye e di Mazzocchi, con il quale a maggio è stato protagonista di una lite con i tifosi bianconeri del Cesena mentre il Parma vedeva allontanarsi il secondo posto. L’aereo perso dal rientro dall’Olanda, la sveglia che non è suonata e le multe di una società che lo ha aspettato e tutelato. Un anno fa Da Cruz era sbarcato a Parma con un’etichetta scomoda, adesso se ne va con un’altra, in attesa di ritornare a mostrare quello che potrà essere e che non è stato mai: un talento grezzo che si è buttato spesso via.

 

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